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Il fegato grasso (steatosi) e la steato-epatite (NASH): problemi di salute pubblica da non confinare dentro lo studio medico

I nutrienti maggiori come proteine, carboidrati e grassi, sono ottenuti attraverso il consumo di cibo. Questi vengono assorbiti nella parete intestinale, seguendo la digestione e le funzioni metaboliche nell’intestino. Successivamente, questi macronutrienti vengono trasportati agli organi distali, dove vengono utilizzati come energia chimica necessaria per il funzionamento degli organi. Poi ci sono i micronutrienti come Sali minerali, vitamine ed altri che sono per lo più regolatori del metabolismo. La salute la si ottiene a tavola attraverso una dieta equilibrata e senza eccessi su un tema. Purtroppo, per ragioni culturali o derivate da abitudini sbagliate, l’eccesso calorico negli ultimi 30 anni si è trasformato in sovrappeso ed obesità franche che stanno costituendo un problema si salute pubblica su più fronti, incluso quello economico, Nella maggior parte dei casi, il consumo di una dieta ricca di grassi e di bevande zuccherate si traduce in un bilancio energetico positivo. Questa condizione si verifica quando l’apporto energetico è superiore all’energia utilizzata.

Il corpo immagazzina l’energia in eccesso sotto forma di grasso nel tessuto adiposo. L’obesità è correlata all’aumento dell’indice di massa corporea (BMI), che è stato collegato a un aumento del tasso di mortalità sia nei maschi che nelle femmine. L’obesità indotta dalla dieta aumenta il rischio di incidenza di molte condizioni croniche, come le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e diversi tipi di tumore (ad esempio, fegato, seno e colon). La dieta ricca di grassi o carboidrati stimola l’accumulo di grasso nel fegato, promuovendo lo sviluppo di steatosi epatica definita, caratterizzata da livelli di trigliceridi moderatamente elevati negli epatociti. Al contrario la steato-epatite definita non-alcolica o NASH è una condizione più grave che comporta un’ulteriore infiammazione. La NASH è associata a cirrosi epatica più grave con fibrosi. Tipicamente, la progressione da steatosi semplice a NASH è causata da stress cellulare (ossidativo e del reticolo endoplasmatico) e infiammazione. Ma la radice del problema è stata vista essere nel danno indiretto che una dieta sbagliata ha sul microbiota intestinale.

Contemporaneamente, la barriera intestinale si indebolisce per l’infiammazione diretta. La dieta troppo ricca di grassi promuove il rilascio di prodotti batterici (ad esempio, lipopolisaccaridi-LPS) e metaboliti di origine intestinale nella circolazione portale. Questa perdita fa sì che LPS raggiunga il fegato. Nel fegato, esso si lega al recettore TLR4 sui macrofagi e induce il rilascio di mediatori infiammatori, causando infiammazione epatica e lo sviluppo della NASH. La dieta occidentale, che è considerata una dieta ricca di grassi, induce la disbiosi intestinale che promuove l’infiammazione e lo stress ER degli enterociti. Come conseguenza, la mucosa intestinale può diventare persino refrattaria nell’assorbire certi nutrienti come alcune vitamine e minerali. Non è infrequente sentire di persone che nonostante carenza di ferro, vitamina D, vitamina B12 o acido folico e cura tramite integratori di questi nutrienti, non riescono completamente a ristabilire i loro normali livelli nelle successive analisi del sangue. E’ molto probabile che la causa sia un malassorbimento e non una reale carenza.

Ma come si può contrastare questo problema, di sui spesso si sente parlare anche al di fuori dello studio del medico di famiglia? Solitamente il medico prescrive lecitina di soia e/o correttori metabolici come la SAMe. Alcune semplici misure preventive per la NASH includono la modifica dello stile di vita attraverso una dieta sana e molto ridotta di carboidrati (formaggi, pane, pasta ed altri prodotti da forno), esercizio fisico e, nei casi di obesità franca o patologica, la chirurgia bariatrica. Attualmente, sono in corso circa 30 studi clinici per identificare potenziali farmaci candidati per il trattamento della NASH. Sono sotto indagine anche alcune tipologie di dieta conosciute (es. chetogenica o Paleo) per applicarle allo scopo. Poiché il microbiota intestinale è stato associato alla NASH indotta dall’obesità, gli scienziati considerano l’asse intestino-fegato un importante bersaglio terapeutico. Ma al di là degli interventi della scienza, il problema è responsabilità di chi è affetto e delle scelte sbagliate che volontariamente o meno effettua a tavola.

Il problema è di attualità pubblica e non è confinato dentro gli studi dell’endocrinologo, del dietologo o del diabetologo. Considerata la prevalenza oggi del sovrappeso dell’obesità anche fra giovani adulti ed adulti, non è azzardato dire che fra queste fasce di individui la steatosi epatica semplice o la NASH possano essere presenti in un ragionevole 25-35%. Studi basati sulla chirurgia bariatrica hanno rivelato che la steatosi epatica semplice è stata riscontrata nell’85-95% dei pazienti obesi. Negli Stati Uniti, la NASH grave è anche diventata una ragione di pari importanza ad altri fattori patogenetici che conducono al trapianto di fegato. Ma al di là delle forme gravi che arrivano a questo punto, la steatosi epatica e la NASH indotte da cattivi stili alimentari non sono da sottovalutare, al di là della loro associazione con obesità o diabete. Sono un fattore di rischio sia della cirrosi epatica che del tumore epatocellulare che, come le altre condizioni mediche ricordate sopra, non hanno soluzioni di cura valide una volta raggiunte.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

Kang G, Trevaskis NL et al. iScience 2022; 105905.

Shon WJ et al. J Nutr Biochem. 2022 Dec 23:109254.

Gudan A et al. Nutrients. 2022 Dec 9; 14(24):5261.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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