HomeBENESSERE & SALUTELe ernie addominali: un breve viaggio su quanto sono frequenti, come si...

Le ernie addominali: un breve viaggio su quanto sono frequenti, come si presentano e come vengono trattate

Le ernie e la loro prevalenza

Le ernie sono una condizione medica comune che può svilupparsi per molte ragioni. La descrizione classica di un’ernia include il rigonfiamento di un organo o di un tessuto oltre il punto in cui è normalmente confinato. Le ernie si verificano più spesso quando c’è un’area di debolezza in una struttura muscolare, come i muscoli della parete addominale. Ciò consente al contenuto dell’addome di spingere attraverso il muro e formare una sacca chiamata sacco erniario. Le persone possono sviluppare una varietà di tipi di ernie, tra cui inguinale, ombelicale, ventrale o incisionale. L’ernia inguinale è una condizione patologica comunemente segnalata nel mondo (7%) ed è più frequente nei maschi; a causa di ciò, la sua riparazione chirurgica è tra gli interventi chirurgici più frequentemente condotti.

Clinicamente, è facile diagnosticare un’ernia inguinale, un semplice esame fisico può rivelare una protuberanza osservabile o una tumefazione facilmente notabile allo sforzo con un dito che esamina l’anello inguinale esterno. L’ernia intestinale interna, invece, è una condizione raramente riscontrabile, con un’incidenza inferiore all’1%, e si sviluppa quando le anse intestinali penetrano attraverso un difetto peritoneale o mesenterico nel compartimento addominale. È associata ad alti tassi di mortalità, che vanno dal 20% al 75% se sono presenti ostruzione intestinale e strangolamento. Il 53% delle ernie addominali interne si verifica nel recesso paraduodenale.

Come si sviluppa un’ernia?

La cavità addominopelvica è un cilindro avvolto da muscoli, tendini e strutture ossee. Qualsiasi pressione generata all’interno della cavità viene trasmessa equamente alle pareti. In risposta all’aumento della pressione addominale, la parete addominale muscolare si contrae per generare contropressione. Un’ernia si verifica quando la parete cede nel punto più debole. E una volta che si è formata un’ernia, può continuare a crescere. Altre condizioni e fattori di rischio unici per le singole ernie includono tosse cronica, fumo, sollevamento di carichi pesanti, tensione, obesità e gravidanza. La maggior parte delle ernie acquisite si forma quando vi è una perdita di integrità meccanica dei muscoli e dei tendini della parete addominale necessari per contenere i visceri e sostenere il busto.

Disturbi genetici o sistemici possono predisporre i pazienti alla formazione di un’ernia primaria, mentre la guarigione difettosa della ferita dopo l’intervento chirurgico e le riparazioni dell’ernia possono portare a ernie incisionali. Mentre in genere associamo il sollevamento di carichi pesanti o un’attività faticosa allo sviluppo di un’ernia, altri difetti congeniti della parete addominale possono portare alla formazione di un’ernia con un’attività meno faticosa. Le ernie possono svilupparsi in una serie di posizioni diverse e possono essere presenti alla nascita (da difetti embrionali della muscolatura della parete addominale) o svilupparsi più tardi nella vita, per una serie di motivi.

Cosa succede se un’ernia non viene curata?

Le ernie possono rimanere asintomatiche o possono progredire nel tempo da riducibili a incarcerate – dove il tessuto rimane intrappolato nel sacco erniario – o addirittura strozzate – dove il flusso sanguigno viene interrotto. I pazienti sono incoraggiati a consultare un medico per determinare la natura e la gravità di un’ernia e per discutere le opzioni appropriate che vanno dall’attenta osservazione di piccole ernie asintomatiche, alla riparazione chirurgica e alla correzione del difetto. L’incarceramento provoca un dolore spesso intensissimo che costringe il paziente all’impossibilità a camminare o muoversi, cercando una posizione che gli dìa sollievo. Lo strozzamento conseguente causa ischemia del tessuto o di un eventuale parte di intestino o altro organo intrappolato. In ambo i casi, presentarsi al pronto soccorso è fondamentale per evitare pericolose complicanze.

Quali sono i sintomi di un’ernia?

La presentazione clinica delle ernie della parete addominale può variare a seconda della loro posizione e dimensione. Le piccole ernie possono essere asintomatiche o presentare vari gradi di sintomi, tra cui dolore o fastidio poiché il contenuto dell’ernia sporge attraverso il difetto. Molto spesso, i pazienti si lamentano di un rigonfiamento da qualche parte nella parete addominale. La tosse o lo sforzo possono produrre o aggravare il dolore o il disagio. Le ernie più grandi possono spingere contro la pelle sovrastante, causando aree di eritema, ischemia o ulcerazione. Sebbene qualsiasi ernia della parete addominale possa presentarsi con complicazioni dovute all’incarcerazione del contenuto intestinale nel difetto, molte varietà di ernie spesso non vengono riconosciute se sono asintomatiche fino a quando non possono presentarsi come ostruzione intestinale dovuta all’incarcerazione.

I sintomi delle ernie addominali interne dipendono dalla riducibilità delle anse intestinali erniate che variano da un vago dolore epigastrico nei casi di riduzione spontanea a un forte dolore periombelicale colico nei casi di carcerazione e ischemia intestinale. Questa variabilità dei sintomi può sovrapporsi ad altre cause di dolore addominale acuto nel pronto soccorso, rendendo le ernie paraduodenali una delle entità diagnostiche più impegnative per i medici. In tali casi, è richiesto un alto indice di sospetto e una diagnosi accurata può essere stabilita da una TAC.

Qual è il trattamento per un’ernia?

La riparazione dell’ernia può essere eseguita utilizzando la chirurgia a cielo aperto o tecniche minimamente invasive, come la chirurgia laparoscopica e assistita da robot. Con un intervento chirurgico a cielo aperto, il chirurgo crea un’incisione per riparare l’ernia utilizzando punti di sutura da soli o in combinazione con la rete. La chirurgia dell’ernia minimamente invasiva è un’opzione alternativa in cui il chirurgo può riparare o chiudere il difetto dell’ernia, più comunemente con l’uso della rete. Ogni approccio è adattato al paziente e alla condizione clinica ed è determinato dal chirurgo in collaborazione con il paziente. I vari approcci alla riparazione possono richiedere l’utilizzo di diversi tipi di anestesia che vanno dalla sedazione e dall’anestesia locale a quella generale.

La riparazione basata su mesh è il trattamento standard per le ernie inguinali sintomatiche dell’adulto e può essere eseguita tramite un approccio aperto o laparoscopico. La tecnica di Lichtenstein è ampiamente utilizzata per la riparazione dell’ernia a cielo aperto, mentre la riparazione extraperitoneale totale e la riparazione pre-peritoneale trans-addominale sono tecniche standard per la riparazione dell’ernia laparoscopica. Gli approcci robotici o laparoscopici hanno alcuni vantaggi percepiti, tra cui un potenziale processo di guarigione accelerato e meno dolore rispetto alla chirurgia aperta, ma i limiti e le restrizioni dopo l’intervento chirurgico sono molto spesso gli stessi. Questo vuol dire che esiste sempre un certo impedimento funzionale dopo l’intervento, con giorni di riposo a casa, evitamento degli sforzi, idratazione corretta e un’alimentazione leggera per evitare stipsi.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Doudakmanis C et al. World J Methodol. 2022; 12(4):193-199.

Monica ML et al. Acta Bio Med Atenei Parm. 2019; 90:20–37.

Paulson EK, Thompson WM. Radiology. 2015; 275:332–342.

Burcharth J, Pedersen M et al.  PLoS One 2013; 8(1):e54367.

Vad MV et al. Occup Environ Med 2012; 69(11): 802–809.

Fan HP, Yang AD, Chang Y et al. Surg Today2008; 38:899.

The following two tabs change content below.

Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
- Advertisment -

ARTICOLI PIU' LETTI