mercoledì, Gennaio 14, 2026

Lo svapo fra gli adolescenti: a scuola o al di fuori, come viene percepito e che rischi ci sono?

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Lo svapo tra adolescenti “a livello scolastico”

La diffusione delle sigarette elettroniche tra gli adolescenti in Italia è ormai un fenomeno di massa, soprattutto nelle scuole superiori, con un forte spostamento dalla sigaretta tradizionale verso un policonsumo di prodotti alla nicotina. I dati più solidi arrivano dalle indagini scolastiche. Secondo ESPAD Italia 2024, il 40% degli studenti delle scuole superiori (15-19 anni) ha usato sigarette elettroniche nell’ultimo anno. Nel complesso, quasi 6 studenti su 10 (58%) hanno provato almeno un prodotto con nicotina nella vita, segno di una normalizzazione ampia dell’esperienza con questi dispositivi.

Nel 2023 l’uso di e-cig tra i 15-19enni restava molto alto, con 37% di utilizzo negli ultimi 12 mesi e 20% di uso “corrente” (ultimi 30 giorni). Sono presenti differenze regionali: ad esempio, l’uso corrente supera il 23% in Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, mentre si colloca intorno al 15% in Calabria e Sicilia. L’indagine HBSC 2022 indica che circa il 10% riporta uso di sigarette elettroniche negli ultimi 30 giorni fra gli studenti di scuola media e primi anni delle superiori (11, 13, 15 anni): In sintesi, anche nei più giovani l’uso non è marginale, ma è alle superiori che si osserva l’esplosione del fenomeno.

Diffusione e uso “fuori dalle scuole”

Qui i dati quantitativi sono più scarsi, ma alcuni elementi sono chiari. La disponibilità percepita è elevata in Europa: il 60% degli studenti 15-16enni intervistati in ESPAD ritiene le e-cig facili da ottenere. In Italia, tra i 13-15 anni, l’indagine GYTS mostra che l’accesso nonostante i divieti resta concreto: il 15% dichiara di aver acquistato e-cig direttamente dai rivenditori e molti riferiscono di ottenerle tramite amici o parenti; inoltre, tra chi ha provato ad acquistare, una larga quota non riceve rifiuti per l’età. Questo rende plausibile che l’uso extra-scolastico sia sostenuto da socialità informale (gruppi di amici, spazi pubblici, feste), acquisti indiretti tramite maggiorenni e forte attrattiva di aromi e dispositivi usa e getta.

Effetti sulla salute negli adolescenti

Il punto centrale è che l’adolescenza è una finestra di vulnerabilità biologica e comportamentale. La nicotina può danneggiare lo sviluppo cerebrale, che continua fino a circa 25 anni, e influire su attenzione, apprendimento, umore e controllo degli impulsi; inoltre, i giovani possono mostrare segni di dipendenza rapidamente. Gli aerosol non sono innocui: i liquidi e i vapori possono contenere additivi e sostanze chimiche potenzialmente dannose. Sul piano clinico e di salute pubblica, il rischio non è solo “quanto fa male oggi”, ma anche dipendenza da nicotina, passaggio o affiancamento alla sigaretta tradizionale, consolidamento di abitudini di consumo ripetuto.

Cosa ne pensano i coetanei non fumatori

Non esiste un’unica risposta, ma alcuni segnali suggeriscono un quadro di ambivalenza sociale. Una ricerca italiana recente su 11-18enni evidenzia una percezione del rischio molto bassa: l’85% dei partecipanti ritiene lo “svapo” meno dannoso delle sigarette tradizionali e solo una minoranza riconosce un danno rilevante. Lo stesso studio sottolinea il peso della influenza sociale e di fattori emotivi (stress, tristezza) nell’uso, indicando che la norma del gruppo può essere più determinante della valutazione sanitaria razionale. Questo significa che molti non fumatori possono tollerare lo svapo come pratica “meno grave” della sigaretta, o considerarlo un gesto di socialità/immagine più che un vero comportamento di rischio, pur mantenendo un certo disagio verso l’odore, l’intrusività o l’uso in contesti condivisi.

Messaggio di sintesi

Nelle scuole italiane la sigaretta elettronica è diventata un prodotto molto diffuso, con percentuali annuali elevate alle superiori e un uso non trascurabile già nella fascia 11-15 anni. L’accessibilità reale e percepita sostiene l’uso anche fuori dai contesti scolastici. I rischi principali per la salute adolescenziale ruotano attorno alla nicotina (sviluppo cerebrale e dipendenza) e a un possibile percorso di policonsumo. Sul piano sociale, tra i coetanei non fumatori sembra prevalere una visione spesso sottostimata del rischio, che può favorire ulteriormente la normalizzazione del fenomeno.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998; specialista in Biochimica Clinica nel 2002; dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ricercatore negli USA (2004-2008) alle dipendenze dell'NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la Clinica Basile di Catania (dal 2013) e continuo presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania (dal 2020). Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali. Medico penitenziario da Aprile 2024 presso la CC.SR. Cavadonna

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