mercoledì, Gennaio 14, 2026

Il controllo della glicemia per la prevenzione dei tumori: un riassunto veloce delle ultime

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Iperglicemia e obesità sono due caratteristiche chiave del diabete di tipo 2 (T2DM). La ricerca ha dimostrato che potrebbero entrambe aumentare il rischio di cancro e alimentare la crescita del cancro amplificando l’infiammazione, inducendo modificazioni epigenetiche e promuovendo la formazione del microambiente tumorale. Inoltre, l’iperglicemia incentiva la glicolisi, aumenta la proliferazione cellulare e può indurre danni al DNA, favorendo la cancerogenesi. L’obesità, a sua volta, altera il metabolismo lipidico, aggrava la resistenza all’insulina e altera il microbioma intestinale. Tuttavia, un migliore controllo glicemico è stato associato a una riduzione della mortalità e a un rallentamento della progressione tumorale per il cancro alla prostata, del colon-retto, del pancreas, del polmone e il cancro della vescica.

Il diabete, in particolare il diabete di tipo 2, è stato collegato a un aumento del rischio di vari tumori, tra cui il cancro al fegato, al colon-retto e al seno. Sebbene il controllo glicemico e la gestione del peso siano cruciali nella gestione del diabete, evidenze emergenti suggeriscono che questi fattori da soli non siano sufficienti a spiegare il pieno impatto sul rischio di cancro. Ciò ha spinto a esplorare come i farmaci antidiabetici possano influenzare il cancro al di là del loro ruolo nel controllo della glicemia e del peso corporeo. Colmando questa lacuna, i ricercatori mirano a comprendere meglio come questi farmaci possano potenzialmente offrire benefici o comportare rischi nel contesto della prevenzione e del trattamento del cancro. Date queste sfide, sono necessari ulteriori studi per comprendere appieno i meccanismi coinvolti.

Un recente articolo di revisione ha esplorato l’impatto dei farmaci antidiabetici sul cancro, andando oltre l’attenzione convenzionale sul controllo glicemico e sulla gestione del peso. La ricerca, condotta da esperti del Peking University People’s Hospital, esamina come farmaci come la metformina, gli inibitori del SGLT2 e gli agonisti del recettore del GLP-1 possano alterare la progressione del cancro attraverso vari percorsi biologici, offrendo nuove informazioni sulla complessa relazione tra trattamenti per il diabete ed esiti del cancro. È stato dimostrato che la metformina, uno dei farmaci antidiabetici più utilizzati, influenza il cancro attraverso vari meccanismi, tra cui il rafforzamento dell’immunità antitumorale e l’inibizione della crescita tumorale influenzando il microambiente tumorale (TME).

Modifica inoltre l’attività di importanti pathway tumorali come AMPK, mTOR e PI3K/AKT, coinvolti nella proliferazione cellulare, nell’apoptosi e nell’angiogenesi. Analogamente, gli inibitori di SGLT2 e gli agonisti del recettore del GLP-1 hanno mostrato un potenziale nell’alterare la proliferazione delle cellule tumorali, ridurre l’infiammazione e promuovere l’apoptosi. Tuttavia, i loro effetti variano a seconda del tipo di tumore e del farmaco specifico utilizzato. Ad esempio, mentre la metformina si è dimostrata promettente nel ridurre il rischio di tumori del colon-retto e del fegato, i suoi effetti sul cancro al seno rimangono inconcludenti. Potrebbe essere importante considerare i singoli farmaci e i loro specifici meccanismi d’azione, nonché la necessità di ulteriori studi clinici per confermare questi risultati ed esplorarne il potenziale terapeutico nel trattamento del cancro.

I risultati di questa revisione sottolineano l’importanza della medicina personalizzata nel trattamento dei pazienti diabetici affetti da cancro. Comprendere i modi specifici in cui i farmaci antidiabetici influenzano la progressione del cancro potrebbe portare a trattamenti più mirati, migliorando sia la prevenzione del cancro che gli esiti per i pazienti. Questa ricerca apre anche la strada a futuri studi clinici volti a esplorare come i farmaci esistenti possano essere ottimizzati per la terapia del cancro o utilizzati come coadiuvanti dei trattamenti convenzionali. Il ruolo di farmaci come la metformina nella prevenzione del cancro potrebbe anche orientare le strategie di salute pubblica, in particolare nella gestione del diabete e delle comorbilità correlate nelle popolazioni ad alto rischio di cancro.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Dalbeni A et al. Cancer Med. 2025 Dec; 14(24):e71434.

Cao M et al. Precis Clin Med. 2025 Nov; 8(4):pbaf028.

Elian V et al. Curr Issues Mol Biol. 2025 Nov; 7(11):929. 

Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998; specialista in Biochimica Clinica nel 2002; dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ricercatore negli USA (2004-2008) alle dipendenze dell'NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la Clinica Basile di Catania (dal 2013) e continuo presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania (dal 2020). Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali. Medico penitenziario da Aprile 2024 presso la CC.SR. Cavadonna

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