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Il Cancro del Rene 

Il cancro del rene rappresenta in Europa il 3% di tutte
le neoplasie che colpiscono l’adulto ed ogni anno in
Italia colpiscono circa 4.000 persone.
È opinione comune che le nuove diagnosi di malattia
siano in progressivo aumento, e che il maggior numero
di casi registrati va attribuito, in buona parte, al miglioramento
delle tecniche diagnostiche, che consentono
di identificare la malattia in fase precoce.
Esistono vari istotipi (sottotipi) di neoplasie renali, ma
quella di gran lunga più diffusa è il carcinoma a cellule
renali. Questo tumore è il terzo tumore urologico più
frequente dopo quello alla prostata e alla vescica e
colpisce soprattutto le persone oltre i 60 anni d’età.
È, inoltre, più frequente nei paesi industrializzati e
negli uomini rispetto alle donne.
Pur avendo una evoluzione spesso imprevedibile, e
talvolta molto aggressiva, l’attuale capacità di ottenere
diagnosi precoci fa sì che sempre più spesso possa
essere curato.

Fattori di rischio

Nonostante siano stati effettuati svariati studi, non
esiste oggi un ben chiaro fattore in grado di causare il
cancro del rene nell’uomo. Quello che la ricerca è però
riuscita ad ottenere sono una serie di comportamenti o
di sostanze che possono aumentare la probabilità di
sviluppare una neoplasia renale.
Al primo posto tra questi comportamenti a rischio vi è
l’abitudine al fumo di tabacco, infatti nei fumatori oltre
ad essere elevata la possibilità di avere un tumore al
polmone, si è visto che aumenta, anche il rischio di avere
un carcinoma renale. Più recentemente si è dimostrato
anche un ruolo dell’obesità come fattore di rischio, e ad
essa si sono aggiunte l’ipertensione arteriosa, e la
malattia cistica renale. Un ruolo meno chiaro, ma non
sottovalutabile, hanno poi alcune sostanze industriali e
occupazionali, come il piombo, l’asbesto e il cadmio.
Infine come in tutte le patologie tumorali, vi sono particolari
condizioni genetiche che possono dare una più o
meno forte predisposizione genetica all’evoluzione di un
carcinoma renale costituendo la base della familiarità
per il carcinoma renale.

Sintomi

Il tumore renale può presentarsi con una sintomatologia
estremamente varia e aspecifica, dato che gli ha fatto
conquistare l’appellativo di “ grande mimo”. Infatti vi può
essere una prima modalità di presentazione che è definita
classica, ma che è presente solo nel 10-15% dei casi, e
che comprende Ematuria ( sangue nelle urine), dolore al
fianco e presenza di una massa addominale palpabile.
. Il 25% dei pazienti invece presenta dei sintomi non
urologici e anche abbastanza vaghi come la perdita di peso, perdita dell’appetito, debolezza, febbre,
anemia, sudorazioni notturne.
Infine un ulteriore 20% dei pazienti invece si presenta
all’osservazione con dei sintomi che non hanno
nulla a che vedere con il tumore renale, e che sono
dovuti alla produzione, da parte delle cellule tumorali,
di ormoni o sostanze analoghe:

  • Ipercalcemia
  • Ipertensione
  • Ginecomastia
  • Miastemia
  • Sindrome di Cushing

Queste manifestazioni
sono definite sindromi
paraneoplastiche

Diagnosi

La diffusione su larga scala della ecografia addominale,
spesso eseguita per altre indicazioni, ha
permesso un aumento delle diagnosi occasionali e
precoci di neoplasie renali asintomatiche e frequentemente
di piccole dimensioni (incidentalomi).
Inoltre anche nel caso in cui la sintomatologia faccia
sospettare un tumore renale, se si effettua una
ecografia addominale si può ottenere una valutazione
diagnostica di tumore del rene. Allorché poi si
renda necessario un approfondimento diagnostico,
è indiscutibile
l’eccellente ruolo
svolto dalla TC
che è importante
anche durante la
fase terapeutica e
anche dopo la
guarigione per il
controllo a lungo
termine.

La Terapia

Il classico approccio terapeutico con intento curativo è
la Nefrectomia radicale, e cioè un intervento chirurgico
con il quale viene asportato tutto il rene, il grasso
perirenale e la ghiandola surrenale. Questo intervento
nei casi in cui il tumore è confinato al rene è da solo in
grado di curare la patologia, ma va effettuato anche
quando la neoplasia ha già dato metastasi, quindi
non sarà curativa, però aumenta la sopravvivenza dei
pazienti metastatici. Questo intervento negli anni è
stato migliorato, oggi infatti si utilizzano l’approccio
laparoscopico e recentemente anche robotico
rendendolo meno traumatico e favorendo la ripresa
postoperatoria del paziente. In alcuni casi, quando il
tumore non solo è confinato al rene, ma è anche di
piccole dimensioni (non superiore a 7cm) si può effettuare
una Nefrectomia parziale anche detta Tumorectomia,
che non asporta tutto il rene, ma solo il tumore
e una parte del tessuto renale che è immediatamente
a contatto con esso consentendo al paziente di
conservare la funzionalità renale residua.
Nei pazienti metastatici
oggi la terapia,
sta facendo degli
enormi passi avanti,
infatti poiché questo
tumore è resistente ai
chemioterapici classici,
sono stati usati,
negli anni, sempre
nuovi farmaci, e si è
passato dalla terapia
immunologica con
interferone alfa ed interleuchina 2, alla attualissima
Targeted therapy con farmaci biologici, che vanno a
colpire specificamente le cellule tumorali renali;
quelli che danno i risultati migliori oggi sono il Sunitinib,
il Sorafenib e il Bevacizumab

Materiale informativo a cura della Società Italiana di Urologia

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