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mentre di solito non ci sono i disturbi a urinare caratteristici
della cistite. E’ sempre necessario rivolgersi al proprio
medico; in particolare bisogna contattarlo immediatamente
nel caso dei sintomi descritti per la pielonefrite. In
alcuni casi le infezioni delle vie urinarie basse possono
non dare disturbi (cistiti asintomatiche) ed essere diagnosticate
solo nel corso di esami di controllo.

Come si diagnosticano

Di fronte a un’infezione delle vie urinarie è importante
fare un esame delle urine e soprattutto un’urinocoltura,
che significa far crescere in laboratorio i germi
presenti nell’urina per individuare l’antibiotico utile a
eliminarli. L’urinocoltura in associazione con l’esame
completo delle urine va sempre effettuata prima
d’iniziare la terapia antibiotica, poiché anche un’unica
dose di antibiotico può rendere sterili le urine.
Per distinguere le infezioni alte da quelle basse, l’esame
delle urine e l’urinocoltura non sono sufficienti.
La positività degli indici di flogosi (VES > 25 mm 1ª ora;
PCR > 2 mg/dl) può suggerire un’infezione alta.

La prevenzione

Alcune regole per prevenire tali infezioni:

  • bere una quantità adeguata di liquidi durante il giorno (1,5-2 litri circa), variabile in base all’attività fisica e al caldo senza però esagerare; si può calcolare la quantità necessaria pensando che è giusto urinare 4 o 5 volte al giorno a intervalli regolari
  • urinare spesso e non trattenere l’urina per lungo tempo; urinare dopo il rapporto sessuale;
  • lavare i genitali tutti i giorni una volta al giorno, soprattutto prima e dopo ogni rapporto sessuale;
  • le donne devono lavare sempre i genitali procedendo dall’avanti all’indietro, soprattutto dopo l’eliminazione delle feci, evitando detergenti troppo aggressivi e deodoranti;
  • curare l’alimentazione in modo da evitare la stitichezza.
Cosa Sono?

Per infezione delle vie urinarie (IVU) si intende
l’invasione delle vie urinarie da parte di microrganismi
in grado di determinare una risposta infiammatoria.
Sono infezioni molto frequenti e fastidiose, che colpiscono
soggetti di entrambi i sessi e di ogni età, dai
bambini piccoli agli anziani.
L’infezione, accompagnata da infiammazione, può
interessare tutti gli organi dell’apparato urinario (reni,
ureteri, vescica e uretra), ma quelle di gran lunga più
comuni sono le cistiti (che si localizzano nella vescica).
fondamentali
Le infezioni delle vie
urinarie non devono
essere sottovalutate:
infatti, se trascurate,
possono danneggiare i
reni, organi fondamen
tali per l’eliminazione
dell’acqua e di diverse
sostanze tossiche
dall’organismo.

Classificazione delle infezioni

Batteriuria asintomatica

È una condizione benigna, caratterizzata dalla presenza
di batteri a bassa virulenza e dalla assenza di sintomi. Si
ritrova in caso di esami delle urine o urinocolture
occasionali. Non richiede trattamento, fatta eccezione
per i soggetti immunodepressi (portatori di trapianto
renale, diabetici, etc.).

Infezione urinaria bassa sintomatica o cistite acuta

È un’infezione della vescica provocata da batteri,
piuttosto frequente fra le donne: quasi una su due avrà un episodio nel corso della vita.
Le donne giovani, sessualmente attive, sono quelle che più
spesso soffrono di cistiti, l’attività sessuale può infatti
facilitare la risalita dei germi fino alla vescica.
Dei sintomi che si avvertono i più frequenti sono:

  • dolore o una sensazione di bruciore quando si urina
  • bisogno di urinare spesso o con urgenza (non si riesce ad aspettare)
  • sensazione di non aver svuotato la vescica
  • raramente febbricola (temperatura non oltre i 38 gradi)
Infezioni urinarie basse ricorrenti

Una donna soffre di cistiti ricorrenti quando ha almeno tre
episodi di cistite acuta in un anno oppure due in sei mesi. La
cistite ricorrente non è la conseguenza di un primo attacco
acuto non ben curato: nella maggior parte dei casi si tratta,
infatti, di un nuovo episodio.
Ne sono maggiormente colpite: le donne giovani nelle quali
di frequente le infezioni si associano ai rapporti sessuali,
durante i quali i germi normalmente presenti nell’uretra
risalgono le vie urinarie; le donne in menopausa: sembra
che i cambiamenti che avvengono nella vescica, a causa
delle modifiche ormonali tipiche di questo periodo, facilitino
l’insorgere di cistiti.

Infezione urinaria alta o pielonefrite acuta (PNA)

La pielonefrite è un’infiammazione che coinvolge il rene e la
pelvi renale. I microrganismi responsabili raggiungono il
rene attraverso il circolo sanguigno, provenendo dall’intestino,
oppure da un focolaio di infezione localizzato nelle
basse vie urogenitali. Esistono alcune condizioni che predispongono
all’insorgenza della pielonefrite: il ristagno
d’urina, la presenza di calcoli, la gravidanza (poiché l’utero
gravido può comprimere le vie escretrici), il diabete, le
malattie debilitanti. La pielonefrite acuta si manifesta con
febbre, dolore di tipo gravativo alla schiena, disturbi nell’eliminazione
delle urine (dolore, bruciore, eccessiva frequenza
dello stimolo), a volte disturbi gastrointestinali. L’urina è
torbida e maleodorante.La terapia, nella forma acuta, si basa sulla somministrazione
di antibiotici, possibilmente mirata (sulla
base dell’esito dell’urinocoltura). Gli antibiotici più
indicati sono, nell’ordine, i fluorochinoloni, il cotrimoxazolo,
le cefalosporine di III generazione, l’imipenem.
La terapia deve essere tempestiva, per evitare un
danno permanente all’organo.

Come avviene il contagio

I batteri più spesso responsabili di queste infezioni
provengono dall’intestino: lì sono ospiti naturali, ma
possono diventare dannosi se raggiungono altri
organi, come appunto le vie urinarie. Infatti l’ano si
trova molto vicino allo sbocco dell’uretra (la stitichezza,
per esempio, facilita il passaggio dei germi), in
particolare nelle donne: questo spiega la maggiore
facilità e frequenza di questo tipo di infezioni rispetto
agli uomini. Anche i rapporti sessuali possono essere
responsabili della trasmissione di infezioni delle vie
urinarie, come pure della vagina.

Sintomi principali

In caso di cistite, l’eliminazione dell’urina all’esterno
può provocare dolore o bruciore. Si può provare un
bisogno urgente di urinare per poi accorgersi di eliminare
poca urina o avere la sensazione di non avere
svuotato completamente la vescica. In alcuni casi è
possibile accorgersi di un diverso colore od odore
delle urine o vedere in esse tracce di sangue. E’ infine
possibile provare una dolenzia continua alla parte
bassa dell’addome, mentre è raro che ci sia febbre.
In caso di pielonefrite c’è invece febbre alta, anche
con brividi; si può avere inoltre nausea, vomito e
dolore al fianco, alla schiena o nella zona inguinale. E’
infine possibile notare pus o sangue nelle urine,

Materiale informativo a cura della Società Italiana di Urologia

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