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Nella definizione di un programma antalgico, indipendentemente dal
tipo e dalla causa del dolore, è necessario un intervento globale che
preveda il ricorso a terapie farmacologiche e non.

Terapia farmacologica

Attualmente
i farmaci indicati nella gestione del dolore appartengono alle seguenti
categorie: analgesici non narcotici, analgesici narcotici, adiuvanti ed
anestetici locali.
Studi di farmacocinetica e farmacodinamica hanno
puntualizzato indicazioni e limiti di questi farmaci: l’OMS ha stabilito
una scala graduata d’interventi in base alle caratteristiche e
all’entità del dolore; le paure legate alla dipendenza ed alla
tolleranza dei farmaci narcotici sono state ridimensionate; le
indicazione all’uso dei FANS sono state puntualizzate e la positività
dell’uso dei farmaci adiuvanti è stata confermata. La strategia
terapeutica utilizzata dipende da molti fattori, comprendenti
l’eziologia e l’entità del dolore, la durata prevista della terapia, le
condizioni cliniche generali del paziente e la sua capacità di
adattamento ad un determinato programma terapeutico.

Terapia non farmacologica

La
terapia antalgica non farmacologica comprende molti tipi d’intervento
assai diversi fra loro. Alcuni agiscono su altri sistemi sensitivi che
bloccano la progressione dello stimolo doloroso, altri attivano i
meccanismi nervosi centrali e/o periferici che inibiscono la
nocicezione. In base alla metodologia d’intervento si possono
suddividere in metodi psicologici (di supporto, cognitive,
comportamentali) e fisici (agopuntura, massaggio, fisioterapia..).

fonte (www.salute.gov.it

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