giovedì, Giugno 13, 2024

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La lectina delle banane come regolatore immunitario positivo: effetti sulla malattia infiammatoria intestinale

Le malattie infiammatorie intestinali (IBD) influiscono gravemente sulla qualità della vita delle persone e stanno diventando sempre più comuni a livello globale. Condizioni, tra cui la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, causano problemi relativi al tratto gastrointestinale. I pazienti con IBD vengono vaccinati meno spesso e potrebbero manifestare più complicazioni di salute rispetto alla popolazione generale. Il rischio di infezioni è elevato, dato che il trattamento delle IBD sopprime potenzialmente il sistema immunitario. La nutrizione è fondamentale per la gestione di queste condizioni, poiché alcuni alimenti possono influenzare il sistema immunitario, direttamente o indirettamente. Le banane sono comuni nell’alimentazione quotidiana e apportano benefici al tratto gastrointestinale in determinate condizioni.

Ricerche recenti hanno dimostrato che la lectina di banana (BanLec), un ingrediente della banana, potrebbe contribuire agli effetti benefici. Entrambe le isoforme di BanLec, cioè quella naturale e quella ricombinante (rBanLec), sono stabili nel tratto gastrointestinale. L’rBanLec influenza le caratteristiche funzionali dei macrofagi e delle cellule T e dei macrofagi ed è un mitogeno dei linfociti T. Aiuta a regolare le risposte immunitarie modificando il profilo delle citochine nel colon e alterando la produzione di citochine. In un ultimo studio gli scienziati hanno studiato la possibilità di utilizzare rBanLec come trattamento per le IBD. Gli esperimenti sono stati condotti utilizzando ceppi di topi di dieci settimane provenienti da due diversi background genetici, nello specifico topi C57BL/6 (inclini a Th1) e BALB/c (inclini a Th2).

Il modello di colite utilizzato è stato indotto dall’acido 2,4,6-trinitrobenzene solfonico (TNBS). Come strategia di trattamento continuo, è stata valutata l’efficacia dell’isoforma di rBanLec. È stato notato che la rBanLec modula in modo significativo le risposte immunitarie locali nel colon, riducendo la gravità e favorendo il recupero dalla colite sperimentale. Attraverso la somministrazione di TNBS, la colite sperimentale potrebbe essere indotta in entrambi i gruppi di topi, ma i dati non sono chiari sulla suscettibilità ceppo-specifica, a seconda del metodo di applicazione. Ciò potrebbe essere dovuto a variazioni nei profili immunologici o nel microbiota intestinale correlati al tessuto linfoide associato all’intestino (GALT). Le differenze hanno comportato risposte infiammatorie molto più deboli agli stessi stimoli nei topi BALB/c, rispetto ai topi C57BL/6.

Sono stati notati importanti effetti benefici di rBanLec nonostante la sua incapacità di prevenire la colite sperimentale. È stata osservata una relazione dose-dipendente inversa laddove l’efficacia di rBanLec era maggiore a dosi più basse. Una dose minima (vale a dire 0,01 µg) ha determinato una riduzione significativa della gravità della malattia in entrambi i ceppi di topi. Tuttavia, il decorso complessivo della malattia è stato influenzato positivamente da rBanLec anche a dosi più elevate. Il trattamento più efficace in entrambi i ceppi di topi è stato 0,01 µg al giorno. Questo dosaggio estrapolato per l’uomo sarebbe di circa 0,04 mg di rBanLec/kg di peso corporeo/giorno. Ad esempio, un individuo che pesa 70 kg avrà bisogno di 2,8 mg di rBanLec, contenuti in una banana con circa 120 g di polpa.

I cambiamenti benefici osservati potrebbero essere dovuti alle risposte immunitarie antinfiammatorie generate in seguito all’insorgenza della colite o alla minore infiltrazione cellulare nel colon. Una risposta proinfiammatoria inferiore e una maggiore produzione della citochina regolatrice IL-10 hanno indicato la attenuazione dell’infiammazione nel colon. È stata notata una riduzione del rapporto [TNFα]/[IL-10] dopo il trattamento con rBanLec, che era ceppo-specifico. Nei topi C57BL/6, la produzione di TNFα era diminuita, mentre nei topi BALB/c, la produzione di IL-10 era aumentata. Una maggiore differenziazione delle Treg all’interno dei linfonodi mesenterici evidenzia i tentativi del sistema immunitario di regolare l’infiammazione del colon. Al culmine della malattia, l’aumento delle proporzioni delle Treg era coerente in tutti i topi.

Ciò era vero indipendentemente dallo stato del trattamento con rBanLec. Solo i topi trattati con una dose inferiore di rBanLec (rBL0.1) hanno mantenuto livelli di Treg più alti. I risultati dell’indagine suggeriscono che gli alimenti contenenti BanLec o rBanLec potrebbero essere efficaci nel trattamento delle IBD. La lectina rBanLec ha un effetto positivo sull’ambiente locale del colon e genera risposte antinfiammatorie, ma questo effetto è altamente dipendente dalle dosi assunte. Comprendere ulteriormente i meccanismi sottostanti attraverso i quali rBanLec manifesta il suo potenziale terapeutico è fondamentale per sviluppare un regime di trattamento efficace e sicuro per trattare il morbo di Crohn ed altre IBD anche a tavola.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Miljkovic R, Marinkovic E et al. Nutrients. 2024; 16(11):1705.

de Camargo LJ et al. Mol Biotechnol. 2024 Feb; 66(2):288-299.

McKenna MK et al. J Immunother Cancer. 2023; 11(1):e005891.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

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