mercoledì, Febbraio 28, 2024

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Adeno contro Retro: la nuovissima strategia biomedica per combattere l’HIV dall’interno

Sin dai primi rapporti sull’infezione da HIV nei primi anni ’80, numerosi studi clinici hanno testato potenziali vaccini contro il virus, ma sfortunatamente l’HIV ha numerosi meccanismi di difesa che impediscono al sistema immunitario di una persona di creare una risposta efficace dopo la vaccinazione contro l’HIV. Ecco perché la principale terapia contro l’AIDS è stata quella farmacologica. Dai primissimi farmaci come la famosissima AZT agli ultimi inibitori lanciati sul mercato pochi anni fa, la terapia antiretrovirale (ART) ha fatto registrare notevolissimi progressi nella cura e nella sopravvivenza di questa malattia. Una strategia anti-HIV alternativa chiamata Vectored ImmunoProphylaxis (VIP) progettata in modo congiunto dai ricercatori al MIT della Harvard University e del Massachusetts General Hospital coinvolge un vettore virale adeno-associato (AAV) per fornire istruzioni alle cellule muscolari per pompare fuori gli anticorpi che bloccano il virus.

I vettori AAV possono essere utilizzati in sicurezza negli esseri umani per fornire il DNA alle cellule e due terapie geniche basate su AAV sono attualmente approvate dalla FDA. In questo studio clinico, il vettore AAV ingegnerizzato porta la sequenza genetica per quello che viene chiamato un anticorpo HIV-1 ampiamente neutralizzante che blocca la capacità dell’HIV di legarsi al CD4, il recettore di una cellula immunitaria che l’HIV prende di mira prima di infettare la cellula. Quando viene iniettata in un paziente, la terapia AAV (chiamata AAV8-VRC07) entra nelle cellule muscolari, dove la sequenza genetica viene letta e tradotta per produrre grandi quantità dell’anticorpo ampiamente neutralizzante (chiamato VRC07) che viene pompato fuori dalle cellule e viaggia attraverso il sangue per cercare il virus. Il risultato è che numerosi anticorpi circolano per bloccare qualsiasi interazione tra l’HIV e il recettore CD4 sulle cellule immunitarie, lo stesso che permette al virus di entrare nelle cellule immunitarie.

Questo lavoro è stato sostenuto da finanziamenti interni dell’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie infettive attraverso il programma di ricerca interno dell’NIH (NIH/IRP). Lo studio clinico invece, è stato condotto presso il NIH Clinical Center. Lo studio clinico di fase I ha arruolato 8 adulti con HIV che erano in terapia ART stabile per almeno tre mesi. I ricercatori hanno scoperto che l’iniezione intramuscolare era sicura e ben tollerata. Tutti gli otto individui hanno prodotto quantità misurabili di VRC07 nel sangue, con concentrazioni massime di VRC07 in tre individui. In sei soggetti, queste quantità sono rimaste stabili e vicino alla concentrazione massima fino a 3 anni di follow-up (Lo studio è in corso e alcuni partecipanti non sono stati seguiti per intero). Tre degli otto partecipanti hanno mostrato segni di una risposta anticorpale anti-farmaco diretta contro una porzione di VRC07, e questa risposta sembrava diminuire la produzione di VRC07 in due dei partecipanti.

Il Dr. Alejandro Balazs, PhD, che ha creato il vettore utilizzato nello studio, ha dichiarato soddisfatto: “Questo lavoro rappresenta la prima produzione di successo basata su AAV di un anticorpo monoclonale di qualsiasi tipo nelle persone. È anche la prima volta che abbiamo un approccio in grado di produrre anticorpi ampiamente neutralizzanti contro l’HIV negli esseri umani. Questa piattaforma biologica che abbiamo progettato è in grado di produrre un’espressione di lunga durata di un anticorpo da una singola iniezione. Data la nostra capacità di codificare qualsiasi anticorpo desiderato in questi vettori, potremmo essere in grado di produrre trattamenti preventivi efficaci contro un’ampia gamma di malattie infettive dalla malaria alCOVID-19. Questa tecnologia ha anche il potenziale per essere applicata alla somministrazione di altri farmaci biologici per il trattamento di un’ampia gamma di condizioni, dall’autoimmunità al cancro”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD; specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Casazza JP et al., Zephir K. Nature Med 2022 Apr 11.

Pegu A, Xu L et al. Cell Rep. 2022 Jan; 38(1):110199.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

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