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Policistosi ovarica materna come causa di morbilità infantile: il primo studio dedicato in assoluto

L’ovaio policistico (PCOS) è un disturbo comune delle ovaie che può colpire fino al 10% delle donne in età riproduttiva. Le caratteristiche principali sono periodi irregolari, livelli elevati dell’ormoni androgeni, che può causare un eccesso di peli sul viso o sul corpo e le ovaie possono ingrandirsi e contenere sacche piene di liquido (follicoli) che circondano le uova. La PCOS può rendere difficile la gravidanza alle donne e può causare aumento dipeso, pelle grassa, irsutismo o acne. Le donne con PCOS sono a rischio di obesità, diabete di tipo 2 e malattie del cuore e dei vasi sanguigni. Diversi studi hanno mostrato legami con problemi in gravidanza e parto, come diabete gestazionale, pre-eclampsia e parto pretermine. Tuttavia, l’effetto a lungo termine della PCOS sulla prole è poco compreso e ha ricevuto poca attenzione. Ora, secondo il più grande studio dell’argomento, i bambini nati da madri con sindrome PCOS hanno un rischio maggiore di sviluppare infezioni, allergie e altre malattie infantili all’età di 13 anni.

La ricerca, che è stata pubblicata lo scorso luglio 2022, ha esaminato 1.038.375 bambini nati in Quebec, Canada, tra il 2006 e il 2020. Di questi, 7.160 bambini sono nati da madri con PCOS. I ricercatori hanno scoperto che i figli di madri con PCOS avevano il 32% in più di probabilità di essere ricoverati in ospedale con una varietà di problemi di salute rispetto ai figli di madri senza PCOS. Avevano il 31% in più di probabilità di essere ricoverati per malattie infettive e il 47% in più di probabilità di essere ricoverati per problemi di allergia, come l’asma. Il rischio di ricovero è aumentato per problemi relativi al metabolismo (+59%), all’intestino (+72%), al sistema nervoso centrale (+74%)e alle orecchie (+34%); è stato aumentato anche per problemi respiratori, come la polmonite (+32%) e problemi comportamentali (+68%). Non c’era alcun legame con il cancro e c’era poca differenza tra ragazzi e ragazze nell’associazione della PCOS con il ricovero in ospedale.

Poiché si tratta di uno studio osservazionale, non è in grado di dimostrare che la PCOS causa problemi di salute nei bambini, solo che è associata a loro, e non può mostrare quali meccanismi possono essere coinvolti. I ricercatori hanno adattato i loro risultati per tenere conto di fattori che potrebbero influenzare i risultati come altri problemi di salute delle madri, età, numero di gravidanze, consumo di alcol e tabacco e privazione socioeconomica. Hanno scoperto che le associazioni tra PCOS materna e salute della prole non erano spiegate da trattamenti per la fertilità, nascite multiple o nascite pretermine. I punti di forza dello studio includono le sue dimensioni e il fatto che ha valutato un’ampia gamma di infezioni, allergie e malattie maligne, nonché problemi di salute specifici come respiratori, cardiovascolari, metabolici, gastrointestinali, urinari, genitali, muscoloscheletrici, cerebrali, dell’orecchio, disturbi oculari e psichici e comportamentali. La PCOS non è stata associata a ospedalizzazione per malattie cardiovascolari, muscolo-scheletriche o tumorali.

Al contrario, per tutte le altre condizioni organiche citate vi è stato un aumento del rischio di ospedalizzazione tra 1,4 e 2 volte. La PCOS era associata a disordini metabolici nei ragazzi, ma non nelle ragazze. L’associazione tra PCOS e ricovero era leggermente più forte all’inizio dell’infanzia. Rispetto all’assenza di esposizione, la PCOS era associata a 1,36 volte il rischio di qualsiasi ricovero prima dei 2 anni. Le limitazioni includono il fatto che i ricercatori non sono stati in grado di identificare donne con PCOS lieve che non sono mai state diagnosticate o bambini con malattie meno gravi che non sono stati curati in ospedale. Mancavano anche dati su etnia, istruzione, indice di massa corporea pre-gravidanza, aumento di peso durante la gravidanza, attività fisica e informazioni sull’uso di farmaci come la metformina. I meccanismi alla base di come questa relazione sarebbe avvenuta non sono stati indagati. Tuttavia, le donne con PCOS possono avere alti livelli di androgeni e insulino-resistenza, che sono stati collegati a problemi con la placenta, come l’infiammazione e funzionalità compromessa della placenta.

Questi creano un ambiente non ottimale nell’utero per i bambini che potrebbe portare a una funzione immunitaria compromessa e a un’infiammazione sistemica di basso grado. Una recente revisione sistematica ha rilevato che le donne con PCOS avevano biomarcatori ossidativi plasmatici maggiori, inclusa l’omocisteina. È noto che l’omocisteina nel sangue alta è associata a una limitazione della crescita fetale e a un basso peso alla nascita. Inoltre, l’esposizione intrauterina alla PCOS può influenzare i modelli di metilazione del DNA nelle regioni promotrici dei geni metabolici. L’omocisteina può, infatti, intrappolare i gruppi metilici necessari per la metilazione del gene e questo aumenterebbe il problema, collaborando con l’insulina e gli androgeni più elevati nel sangue. Anche i farmaci assunti o le esposizioni ambientali durante la gravidanza potrebbero avere il loro impatto, anche se non sono stati studiati in questa ricerca. Per non parlare del fatto che anche i fattori genetici potrebbero svolgere un ruolo, con l’ambiente nell’utero che causa modifiche nel modo in cui alcuni geni funzionano nella prole.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Wei SQ et al. Human Reproduction 2022 Jul 14: deac154.

Allen LA et al. Clin Endocrinol (Oxf). 2022; 97(2):187-198.

Chen X et al. Hum Reprod. 2022 May 30; 37(6):1311-323.

Rastad H, Seifi Alan M. Clin Exp Pediatr. 2022; 65(3):152.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

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