giovedì, Aprile 18, 2024

Oncologia pratica: un possibile rimedio per i tumori da un umile integratore

Ricercatori oncologici alla ricerca di alternative non tossiche alla chemioterapia dannosa, stanno riportando un risultato altamente significativo per un umile rimedio del raffreddore. La N-acetilcisteina o NAC viene abitualmente usata come integratore alimentare e come decongestionante somministrato ai bambini per combattere il raffreddore. Ora, gli studi clinici negli Stati Uniti indicano che il farmaco economico e da banco è un inibitore di prim’ordine dello stroma tumorale, un compartimento cellulare fondamentale per la diffusione del cancro. I risultati, pubblicati su Seminars in Oncology, confermano una teoria da lungo tempo secondo cui le cellule tumorali vengono sostenute e rafforzate dalla presenza di MCT4, una proteina che “porta loro” energia, sotto forma di acido lattico, dalle cellule vicine. I pazienti che assumono alte dosi di NAC hanno visto i loro livelli della proteina “trasportatore” scendere di oltre l’80%, riducendo drasticamente la capacità delle cellule tumorali di nutrirsi dalle cellule vicine.

La professoressa Federica Sotgia, del Centro di Ricerca Biomedica dell’Università di Salford, nel Regno Unito, ha spiegato: “Nelle colture cellulari in laboratorio, abbiamo assistito a una riduzione quasi completa dell’MCT4, ma ottenere un risultato così sostanziale nei pazienti con cancro al seno è davvero estremamente eccitante”. Il team, che comprende il professor Michael Lisanti, dell’Università di Salford e il dott. Ubaldo Martinez-Outschoorn, MD, ha condotto un “trial pilota” su 12 pazienti in attesa di un intervento chirurgico per il cancro al seno, al Sidney Kimmel Cancer Center (Thomas Jefferson University) di Philadelphia. La NAC è stata somministrata una volta alla settimana per via endovenosa alla dose di 150 mg/kg e 600 mg due volte al giorno per via orale, nei giorni in cui non è stata somministrata endovena. Le biopsie tissutali tumorali sono state quindi prelevate prima e durante l’intervento chirurgico e i markers chiave, inclusi MCT4 e Ki-67, sono stati misurati dopo l’intervento chirurgico. I livelli di Ki-67 sono diminuiti del 25% e i livelli di MCT4 sono stati ridotti di circa l’80%.

Già in precedenti lavori (Martinez-Outschoorm et al., 2012), il team ha dimostrato che le cellule di cancro al seno BRCA1-negative (HCC1937) producono perossido di idrogeno, che supporta uno stress ossidativo regolare necessario per la vitalità cellulare stessa. Infatti, il trattamento di queste cellule con antiossidanti, come il Tempol o il NAC, le ha fatte morire per morte programmata (apoptosi). In uno studio successivo (Martinez-Outschoorm et al., 2013), i ricercatori hanno dimostrato che il NAC è un efficace inibitore della proteina MCT4. MCT4 è un trasportatore cellulare per acido lattico, il prodotto finale del metabolismo del glucosio sotto la privazione dell’ossigeno. Acidifica l’ambiente cellulare e promuove la trasformazione oncogena, come nelle cellule tumorali impiegate dal gruppo del prof. Lisanti, che sono state rese tali dall’oncogene K-Ras. La N-acetil-cisteina interruppe selettivamente la biogenesi mitocondriale in cellule trasformate da Ras, ma non in epiteli normali.

Il prof. Lisanti ha spiegato e poi concluso: “Gli oncogeni consentono alle cellule tumorali di comportarsi da parassiti metabolici egoisti, come batteri, funghi o virus. Da questo punto di vista, dovremmo considerare il trattamento del cancro come una malattia infettiva, con nuove classi di “antibiotici” metabolicamente mirati per affamare selettivamente le cellule tumorali. Questo è un risultato molto incoraggiante, e la nostra idea era di riutilizzare un farmaco economico approvato dalla FDA, per esaminare se le sue proprietà antiossidanti potessero bersagliare il modo di nutrirsi delle cellule tumorali. Essere in grado di inibire l’espressione della proteina MCT4, in modo non tossico, è un enorme passo avanti”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Monti D, Sotgia F et al. Semin Oncol. 2017 Jun; 44(3):226-232.

Lee YS et al. Tumour Biol. 2017 Jun; 39(6):1010428317700159. 

Zhang X, Wang YN et al. Oncotarget. 2016 May 24; 7(21):30855-66.

Martinez-Outschoorn UE et al. Cell Cycle. 2013; 12(16):2580-97.

Martinez-Outschoorn UE et al. Cell Cycle. 2012; 11(23):4402-13. 

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

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