mercoledì, Febbraio 28, 2024

La proteina tau nel Parkinson: a differenza della sinucleina guiderebbe le alterazioni iniziali del movimento

Introduzione La malattia di Parkinson colpisce circa 10 milioni di...

Le proprietà alimentari del carciofo romano sulla salute umana riviste dalla scienza

Il carciofo (Cynara scolymus) è una pianta comunemente coltivata...

Gli effetti positivi della dieta Mediterranea sulla fertilità maschile

I’infertilità è un problema sanitario significativo, che colpisce circa...

Alzheimer e poca dopamina: il primo studio RMN che lo dimostra

Il morbo di Alzheimer è il tipo di demenza più comune, rappresentando il 60-80% di tutti i casi. Le persone che hanno il morbo di Alzheimer tendono a sperimentare la perdita di memoria e altri problemi cognitivi che interferiscono con le loro vite quotidiane. Circa 5,7 milioni di persone negli Stati Uniti hanno il morbo di Alzheimer, ma si prevede che i numeri aumentino di circa 14 milioni entro il 2050. L’Alzheimer è anche la sesta causa di morte negli Stati Uniti. La dopamina è un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione delle risposte e dei movimenti emotivi. Il nuovo studio mostra che la perdita di cellule che usano la dopamina potrebbe compromettere la funzionalità nelle regioni del cervello che creano nuovi ricordi.

I risultati dello studio saranno a breve pubblicati sul Journal of Alzheimer’s Disease. I suoi autori ritengono che questa scoperta abbia il potenziale per trasformare il modo in cui viene diagnosticato il morbo di Alzheimer. I ricercatori hanno utilizzato un tipo di risonanza magnetica chiamata 3Tesla, che è il doppio della forza della risonanza magnetica standard, per eseguire la scansione del cervello di 51 adulti sani, 30 con lieve decadimento cognitivo e 29 con malattia di Alzheimer. Analizzando i risultati, hanno trovato un collegamento tra le dimensioni di due aree chiave del cervello – il tegmento ventrale e l’ippocampo – e la capacità dei partecipanti di apprendere nuove informazioni.

Annalena Venneri, autrice principale dello studio di Sheffield Institute for Translational Neuroscience presso l’Università di Sheffield nel Regno Unito, spiega i risultati. “I nostri risultati suggeriscono che se una piccola area di cellule cerebrali, chiamata area tegmentale ventrale, non produce la giusta quantità di dopamina per l’ippocampo, un piccolo organo situato nel lobo temporale del cervello, non funzionerà in modo efficiente. associato a formare nuovi ricordi, quindi questi risultati sono cruciali per la diagnosi precoce della malattia di Alzheimer. I risultati indicano un cambiamento che avviene molto presto, che potrebbe innescare la malattia di Alzheimer. Questo nostro è il primo studio a dimostrare un simile legame nell’uomo”.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Liu SY et al. Lancet Neurol. 2018 Apr;17(4):309-316. 

Vermeiren Y et al. Front Neurosci. 2018 Mar 20;12:185.

Bouts MJRJ et al. J Alzheimers Dis. 2018 Jan 24.

Latest

La proteina tau nel Parkinson: a differenza della sinucleina guiderebbe le alterazioni iniziali del movimento

Introduzione La malattia di Parkinson colpisce circa 10 milioni di...

Le proprietà alimentari del carciofo romano sulla salute umana riviste dalla scienza

Il carciofo (Cynara scolymus) è una pianta comunemente coltivata...

Gli effetti positivi della dieta Mediterranea sulla fertilità maschile

I’infertilità è un problema sanitario significativo, che colpisce circa...

Niacin paradox on the heart shows off: catabolism reveals potential threats on cardiovascular risk

Cardiovascular disease (CVD) is a worldwide health problem, with...

Newsletter

Don't miss

La proteina tau nel Parkinson: a differenza della sinucleina guiderebbe le alterazioni iniziali del movimento

Introduzione La malattia di Parkinson colpisce circa 10 milioni di...

Le proprietà alimentari del carciofo romano sulla salute umana riviste dalla scienza

Il carciofo (Cynara scolymus) è una pianta comunemente coltivata...

Gli effetti positivi della dieta Mediterranea sulla fertilità maschile

I’infertilità è un problema sanitario significativo, che colpisce circa...

Niacin paradox on the heart shows off: catabolism reveals potential threats on cardiovascular risk

Cardiovascular disease (CVD) is a worldwide health problem, with...

Medicina rigenerativa per il rene: la possibilità che si apre capendo tutti gli stadi molecolari del danno

Come si forma il rene nell’embriogenesi? Il rene dei mammiferi,...
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

Smartworking e salute: pandemia a parte, causerà conseguenze per i lavoratori?

Col progresso della tecnologia unito alla digitalizzazione e alla globalizzazione, la vita lavorativa internazionale negli ultimi tre decenni, è passata attraverso numerose transizioni. In...

Proteine del grano: anche escludendo il glutine, ci sono problemi in circolo

Una nuova ricerca rivela che una famiglia di proteine ​​nel grano può essere responsabile di attivare l'infiammazione in condizioni di salute croniche come la...

Dislessia: la risonanza magnetica svela cosa succede alla materia grigia

La dislessia, un disturbo della lettura, è caratterizzata da una difficoltà nella "decodifica": navigare tra la forma visiva e i suoni di una lingua...