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Revisionato

Mycobiota e tumori: consapevolezza e implicazioni per la salute pubblica

Contesto specifico Un crescente numero di prove indica che il microbioma intestinale e tumorale influenza significativamente l'insorgenza, la progressione e la risposta al trattamento del cancro. La ricerca attuale si concentra principalmente sui batteri, mentre il…
Autore e revisore scientifico: Dott. Gianfrancesco Cormaci

Contesto specifico

Un crescente numero di prove indica che il microbioma intestinale e tumorale influenza significativamente l’insorgenza, la progressione e la risposta al trattamento del cancro. La ricerca attuale si concentra principalmente sui batteri, mentre il ruolo dei funghi sta solo ora guadagnando attenzione. Ci sono questioni chiave che hanno causato confusione e ostacolato la traduzione clinica: (a) Perché dovremmo valutare il ruolo del micobioma nella ricerca oncologica? (b) Quale sarà la relazione tra funghi e batteri nella progressione del cancro? (c) In che modo i funghi influenzeranno il cancro? (d) Possiamo prendere di mira i funghi per lo sviluppo di strategie di intervento nel trattamento antitumorale? (e) Gli sforzi e gli investimenti nella ricerca sul cancro basata sul micobioma saranno ripagati?

Progressi della ricerca

Nonostante la loro bassa abbondanza nei tessuti tumorali (circa il 4-13%), i funghi mostrano una distribuzione diffusa, un’elevata attività di segnale e una specificità tipologica in diversi tumori, tra cui il cancro del polmone, della mammella, del colon-retto e del pancreas. Attraverso tecniche altamente sensibili come il sequenziamento ITSeq e a singole cellule, sono stati identificati funghi associati ai tumori, tra cui Candida, Malassezia e Aspergillus. Questi possono promuovere la progressione tumorale attivando vie immunosoppressive (ad es. l’asse Dectina-1/CARD9, IL-1β/MDSC) o secernendo agenti cancerogeni (come le aflatossine).

Contemporaneamente, funghi e batteri mostrano interazioni sinergiche o antagoniste all’interno del microbioma, influenzando il microambiente immunitario e la risposta terapeutica. La modulazione d el microbioma fungino (ad esempio, tramite agenti antimicotici, funghi uccisi dal calore o immunoterapia combinata) può migliorare l’immunità antitumorale. Una validazione preliminare di questo potenziale terapeutico è emersa da alcuni studi preclinici e clinici (ad esempio, itraconazolo, ketoconazolo).

Prospettive future

La futura ricerca sul cancro fungino progredirà dalla “correlazione” alla “causalità”, utilizzando il sequenziamento di singole cellule e l’omica spaziale per identificare funghi pro- o anti-cancro, integrando al contempo mappe di interazione multi-regno che comprendono batteri, virus e archea. Dal punto di vista tecnologico, saranno stabiliti protocolli standardizzati per il sequenziamento ITS, 18S e metagenomico, insieme allo sviluppo di sequenziamento di arricchimento fungino e modelli di intelligenza artificiale multi-omica, che culmineranno in un database di ecosistemi fungini tumorali.

Dal punto di vista clinico, saranno promossi biomarcatori combinati fungo-batteri per lo screening precoce, la prognosi e la previsione della risposta all’immunoterapia. Saranno utilizzati farmaci antifungini riadattati come itraconazolo e ketoconazolo, insieme allo sviluppo di nanoformulazioni a bassa tossicità e adiuvanti di metaboliti fungini. La ricerca esplorerà il trapianto fecale di funghi, funghi ingegnerizzati attenuati e “prescrizioni fungine” personalizzate. Si arriverà alla creazione di funghi medicinali ingegnerizzati mediante biologia sintetica, sistemi di somministrazione mirata e kit diagnostici per micobiomi.

Gli sforzi della società devono superare il pregiudizio di “dare priorità ai batteri o ai virus rispetto ai funghi” stabilendo alleanze interdisciplinari tra funghi e cancro. Gli investimenti pubblici dovrebbero contemporaneamente sviluppare quadri etici, sorveglianza della resistenza antimicrobica e protocolli di valutazione della tossicità. In definitiva, ciò consentirà di realizzare diagnosi e terapie di precisione basate sul micobioma, a beneficio dei pazienti oncologici.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Liu W et al. Research (Wash D C). 2025 Oct; 8:0931.

Verma R et al. Med Oncol. 2025 Oct 22; 42(11):527.

Antunes K et al. Lab Anim (NY). 2025; 54(11):295.

Bibliografia scientifica rilevata nel testo dell’articolo: 3 riferimenti.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
Autore

Dott. Gianfrancesco Cormaci

Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998; specialista in Biochimica Clinica nel 2002; dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ricercatore negli USA (2004-2008) alle dipendenze dell'NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la Clinica Basile di Catania (dal 2013) e continuo presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania (dal 2020). Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali. Medico penitenziario da Aprile 2024 presso la CC.SR. Cavadonna

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