mercoledì, Gennaio 14, 2026

La pancreatite: un vecchio problema clinico in cerca di soluzioni innovative

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Introduzione

La pancreatite rimane un grave problema sanitario globale, comprendendo la pancreatite acuta (PA), la pancreatite cronica (PC) e la pancreatite autoimmune (PAI). La forma acuta colpisce circa 30 persone ogni 100.000 ogni anno, con fino al 20% di esse che sviluppa gravi complicanze come l’insufficienza d’organo. La cronica, sebbene meno comune, causa dolore persistente, malassorbimento e disturbi metabolici che compromettono gravemente la qualità della vita. La PAI, un sottotipo immunomediato, è caratterizzata da infiammazione sistemica e fibrosi. Nonostante i progressi nella cura clinica, le terapie disponibili spesso non riescono ad arrestare la progressione della malattia o a prevenirne la recidiva. A causa di queste persistenti sfide, è urgente sviluppare nuove strategie terapeutiche personalizzate e basate sui meccanismi patogenetici della malattia.

Un’ultima recensione porta novità

Un nuovo editoriale pubblicato sulla rivista Hepatobiliary and Pancreatic Diseases International dal titolo “Nuove strategie di trattamento per la pancreatite riassume le terapie emergenti che stanno trasformando la cura della pancreatite – dalla rianimazione fluidica ottimizzata e dalla terapia anticoagulante al trapianto di cellule staminali, alle innovazioni endoscopiche e ai trattamenti genici mirati – gettando le basi per una gestione più efficace, personalizzata e mininvasiva delle patologie pancreatiche.

Questo editoriale illustra come le strategie di trattamento per la pancreatite acuta si stiano evolvendo da terapie di supporto a interventi basati su meccanismi. Studi controllati dimostrano che la rianimazione con fluidi moderata, piuttosto che aggressiva, migliora i risultati, mentre l’eparina a basso peso molecolare riduce la necrosi e l’infiammazione. Le cellule staminali mesenchimali precondizionate dall’ipossia possono fornire mitocondri funzionali, ripristinare il metabolismo energetico cellulare e riparare le lesioni acinose.

Gli studi molecolari mirati alla segnalazione del calcio, come gli inibitori del canale ORAI1, rappresentano promettenti candidati farmacologici in fase iniziale. Per la PC, trattamenti locali innovativi come la “pancreatectomia chimica” possono ablare il tessuto malato preservando la funzione endocrina, e la terapia genica AAV8-dipendente inverte la fibrosi nei modelli animali. La colangio-pancreatografia endoscopica retrograda (ERCP) con la litotripsia extracorporea (ESWL) rimane centrale per la rimozione dei calcoli pancreatici.

La somministrazione di indometacina preoperatoria che previene efficacemente la pancreatite post-procedura. Nella PCA, i corticosteroidi rimangono la terapia di prima linea, mentre immunosoppressori, farmaci biologici come il rituximab e inibitori del TNF vengono utilizzati nei casi refrattari. Studi di trascrittomica a singola cellula hanno rivelato bersagli correlati alla fibrosi come l’asse HIF1α-Visfatin, fornendo potenziali percorsi per la terapia immunomodulatoria. Insieme, questi risultati segnalano un passaggio verso una gestione mirata e guidata dal meccanismo.

L’editoriale sottolinea che il futuro della gestione della pancreatite risiede nella medicina di precisione, nell’integrazione e nell’innovazione. Combinando targeting molecolare, medicina rigenerativa e modulazione immunitaria, le terapie future potrebbero rivoluzionare l’assistenza a milioni di pazienti in tutto il mondo. La traslazione delle terapie geniche e delle cellule staminali potrebbe non solo alleviare il dolore e la disfunzione d’organo, ma anche prevenire la progressione della malattia dagli stadi acuti a quelli cronici. Con il rafforzamento della collaborazione multidisciplinare tra gastroenterologi, chirurghi, genetisti e immunologi, la gastroenterologia di precisione è destinata a diventare la pietra angolare del trattamento della pancreatite, offrendo una rinnovata speranza di migliori risultati a lungo termine.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Masamune A, Masson E et al. J Gastroenterol. 2025 Nov 17.

Zou WB et al. Hepatobiliary Surg Nutr. 2025 Oct 1; 14(5):832.

Zou WB et al. Hepatobiliary Pancreat Dis Int. 2025; 24(4):355.

Wang YC, Mao XT, Sun C et al. Gut. 2024 Jun; 73(7):1142-55.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998; specialista in Biochimica Clinica nel 2002; dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ricercatore negli USA (2004-2008) alle dipendenze dell'NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la Clinica Basile di Catania (dal 2013) e continuo presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania (dal 2020). Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali. Medico penitenziario da Aprile 2024 presso la CC.SR. Cavadonna

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