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Salute mentale e comunicazione: il vademecum ISS contro lo stigma e il pregiudizio

L'Istituto Superiore di Sanità presenta un vademecum in dieci regole per informare sulla salute mentale in modo corretto, contrastando stereotipi e discriminazione.
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Il modo in cui la società racconta la sofferenza psichica condiziona profondamente la disponibilità delle persone a chiedere aiuto, l’accessibilità alle cure e la qualità della vita quotidiana [1]. In occasione del convegno “Salute mentale, stigma e comunicazione: la forza delle parole” e in vista della Giornata mondiale della salute mentale, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha presentato un nuovo vademecum dedicato a giornalisti, comunicatori e cittadini [1]. Il documento, nato dalla cooperazione tra Rai Per la Sostenibilità – ESG, Ordine dei Giornalisti e Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2, propone dieci raccomandazioni per promuovere una corretta salute mentale e comunicazione, evidenziando come il contrasto al pregiudizio sia a tutti gli effetti un’azione di sanità pubblica e di prevenzione [1].

Il ruolo del linguaggio nel contrasto al pregiudizio

Le parole utilizzate nei contesti pubblici e nei mezzi di informazione non sono strumenti neutri: possono favorire la comprensione reciproca oppure generare distanza, timore ed esclusione sociale [1]. Secondo l’ISS, il contrasto allo stigma associato ai disturbi mentali richiede un’informazione rigorosa, fondata sulle evidenze scientifiche e attenta alla dignità dei singoli individui [1].

L’iniziativa si inserisce nella quinta edizione del Festival della salute mentale Ro.Mens e si ricollega al tema internazionale della Giornata mondiale 2026, “Lived Experiences Heard: Real Voices, Real Change” (“Ascoltare le esperienze vissute: voci reali, reale cambiamento”) [1]. Tale prospettiva mira a trasformare le persone con esperienza diretta di sofferenza da semplici destinatarie di prestazioni sanitarie a protagoniste attive nella progettazione dei servizi e delle narrazioni pubbliche [1].

Le dieci regole del vademecum per una corretta informazione

La guida istituzionale sintetizza dieci indicazioni pratiche per evitare semplificazioni, stereotipi o distorsioni [1]:

  • Mettere la persona prima della diagnosi: evitare di ridurre l’individuo a un’etichetta clinica (usando ad esempio “persona con schizofrenia” o “persona che vive con la depressione” invece di sostantivi identitari) [1].
  • Usare termini accurati e scientifici: eliminare espressioni denigratorie come “pazzo”, “matto” o “folle”, che rafforzano il giudizio negativo [1].
  • Evitare il sensazionalismo: rinunciare a toni allarmistici o espressioni a effetto, privilegiando la contestualizzazione e i fatti verificati [1].
  • Non associare automaticamente disturbo mentale e violenza: evitare collegamenti impropri tra patologia psichica e atti di cronaca, senza postulare nessi di causa-effetto non dimostrati [1].
  • Verificare diagnosi e fonti: non attribuire condizioni cliniche sulla base di mere impressioni o comportamenti isolati, consultando sempre esperti e professionisti del settore [1].
  • Tutelare riservatezza e dignità: garantire la privacy della persona e il diritto di replica, prevenendo esposizioni mediatiche lesive [1].
  • Ascoltare senza infantilizzare: rivolgersi direttamente all’interlocutore con empatia e rispetto, senza atteggiamenti paternalistici o di deumanizzazione [1].
  • Dare spazio alle esperienze di recupero: raccontare anche i percorsi di cura, miglioramento e ripresa, contrastando l’idea deterministica di un’inevitabile emarginazione [1].
  • Non usare la salute mentale come metafora o insulto: evitare l’impiego figurato di termini clinici (come l’espressione “politica schizofrenica”) per descrivere incoerenza o confusione [1].
  • Fornire informazioni sui servizi di supporto: indicare le risorse territoriali, i trattamenti e i punti di accesso alle cure per facilitare la richiesta di assistenza [1].

Partecipazione e politiche europee: la Joint Action Mentor

L’approccio basato sul coinvolgimento diretto si riflette anche nelle strategie sovranazionali coordinate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che sollecita modelli assistenziali territoriali e centrati sui diritti umani per superare le logiche istituzionalizzanti [1].

A livello europeo, l’Italia è impegnata nella Joint Action Mentor – Mental Health Together (programma EU4Health 2021-2027), avviata nel giugno 2024 con conclusione prevista a maggio 2027 [1]. L’ISS, come autorità competente del Ministero della Salute, coordina interventi specifici volti a integrare la salute mentale in tutte le politiche pubbliche, formare personale sanitario e persone con esperienza diretta, e diffondere strategie evidence-based contro la discriminazione [1].

Limiti del documento e cautele interpretative

La fonte primaria è una comunicazione istituzionale che presenta linee guida deontologiche e programmatiche per la comunicazione pubblica, non un trial clinico o uno studio epidemiologico quantitativo [1]. Il documento non fornisce parametri clinici sui singoli trattamenti né valuta l’impatto statistico diretto delle modifiche linguistiche sugli esiti di salute dei pazienti [1]. Rappresenta piuttosto un quadro di indirizzo per ridurre le barriere culturali e promuovere la responsabilità etica e sociale dei media [1].

Cosa significa per i cittadini e per la comunità

Per il pubblico generale, comprendere il valore di salute mentale e comunicazione consapevole significa riconoscere l’impatto che il linguaggio quotidiano esercita sulle persone che attraversano momenti di fragilità [1]. L’adozione di un lessico rispettoso aiuta a decostruire pregiudizi che possono ritardare la ricerca di un supporto specialistico [1]. Per chiunque viva una situazione di disagio o desideri aiutare una persona vicina, il riferimento primario deve rimanere il contatto con i servizi territoriali, i medici di medicina generale e i professionisti qualificati della salute mentale [1].

Approfondimenti su Medicomunicare

Bibliografia e fonti

  1. Istituto Superiore di Sanita. Salute mentale, un vademecum per usare le parole giuste e contrastare lo stigma. 2026-10-03. Fonte originale
  2. Elshenawy RA, Cernaliu A, Abe OM, Dsouza R, Chowdhury SM. Closing the Surveillance-to-Stewardship Gap in antimicrobial resistance: a narrative review of global lessons from WHO GLASS, UK ESPAUR, and low- and middle-income countries.. Clinical microbiology and infection : the official publication of the European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases. 2028. doi:10.1016/j.cmi.2026.09.020. PMID:42805292. Fonte originale
  3. Lyu J, Xiao M, He B. Parental son preference in childhood and sex differences in the risk of cardiovascular disease in middle-aged and older adults.. American journal of preventive medicine. 2028. doi:10.1016/j.amepre.2026.108545. PMID:42680123. Fonte originale
  4. Jung SC, Curtis JR, Yang S, Choi Y, Lim MH, Lee S, Cho SI, Park JK. Effects of air pollution on disease activity in patients with rheumatoid arthritis.. Annals of the rheumatic diseases. 2028. doi:10.1016/j.ard.2026.06.018. PMID:42557168. Fonte originale

Contenuto informativo e divulgativo: non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati.

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