Una nuova analisi dei dati di SELECT — il grande trial randomizzato su 17.604 adulti con malattia cardiovascolare e sovrappeso/obesità, ma senza diabete — mostra che il farmaco semaglutide (Wegovy/Ozempic) riduce del ~20% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori (arresto cardiaco, infarto, ictus) a prescindere da quanto peso si perda durante la terapia. Il risultato, guidato da un team UCL e pubblicato su The Lancet, indica che l’effetto protettivo non è spiegato dalla sola perdita di peso: le riduzioni di circonferenza vita sembrano mediare circa un terzo del beneficio, mentre i restanti meccanismi appaiono indipendenti dall’adiposità.
SELECT ha confrontato semaglutide 2,4 mg/sett vs placebo per una mediana di 3,3 anni. Già la pubblicazione primaria su NEJM aveva documentato una riduzione relativa di MACE ~20% (HR ≈0,80). La nuova analisi per sottogruppi e mediazione conferma che: (a) il beneficio è coerente a tutti i livelli di BMI; (b) non varia in funzione della quantità di peso persa durante il follow-up; (c) la riduzione della circonferenza vita spiega solo una quota minoritaria dell’effetto. Queste evidenze rafforzano l’uso di semaglutide nella prevenzione secondaria in persone con CVD e sovrappeso/obesità, anche quando l’obiettivo di perdita di peso è modesto o variabile.
Si allineano inoltre all’estensione d’indicazione della FDA (8 marzo 2024) che riconosce a Wegovy la riduzione del rischio di MACE in adulti con CVD e sovrappeso/obesità. In prospettiva, i risultati suggeriscono meccanismi extra-ponderali (miglioramento pressorio, infiammatorio e metabolico) come contributori chiave al beneficio. Si tratta di un’analisi (pre-specificata) all’interno di un RCT; pur robusta, la quantificazione della mediazione residua richiede ulteriori studi meccanicistici (biomarkers, imaging) per chiarire quali pathways — oltre all’adiposità — sostengano l’effetto (es. infiammazione sistemica, funzione endoteliale, steatosi epatica). Andrà inoltre valutata la generalizzabilità a popolazioni con BMI più basso o con differenti profili di rischio.
Pubblicazioni scientifiche
Deanfield J et al. The Lancet. 2025 Oct 22; in press.
Deanfield J et al. The Lancet. 2024; 404(10454):773.
Lincoff AM et al. New Engl J Med. 2023; 389(24):2221.


