venerdì, Giugno 14, 2024

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Perchè compaiono le occhiaie? Una breve rassegna legata allo stile di vita

Perché spuntano le occhiaie?

Quel fastidioso contorno occhi considerato da tutti un inestetismo, le occhiaie, sono qualcosa di cui tutti vorrebbero sbarazzarsi con uno schiocco di dita. I meccanismi con cui le occhiaie compaiono sono stati ricondotti a cause costituzionali, all’azione violenta di sole e vento sugli occhi, ed i segni dell’invecchiamento che avanzano inesorabilmente. Ma averle a venti, trenta o quarant’anni, quando ancora il reale invecchiamento è abbastanza lontano, da cosa dipende? Le occhiaie, in tal caso, riconoscono varie cause di fondo. In questa sede si parlerà di:

  • Nervosismo e/o stress psico-fisico protratti;
  • Riposo notturno scarso o insufficiente;
  • Alimentazione scorretta e squilibrata;
  • Eccessivo consumo di alcolici e di sigarette;

Come fa lo stress soprattutto emotivo e psicologico a far spuntare le occhiaie?

Per rispondere a questa domanda si devono prendere in prestito alcune cognizioni di diagnostica medica orientale. In questa disciplina, ogni organo e sistema interno fanno capo a strutture energetiche chiamate meridiani. La regione suboculare dove si sviluppano le occhiaie è il punto di partenza del “meridiano” dello stomaco, un organo che la medicina orientale associa a emozioni come scontentezza, critica e dubbio. L’indebolimento di quest’organo, a seguito di stress mentale, nervosismo prolungato (che può essere un dispiacere sentimentale, delle critiche personali al lavoro, dei dubbi circa il proprio modo di fare o agire) e quant’altro secondo i principi medici di questa disciplina, lancerebbe un segnale spia in superficie proprio attraverso la modifica del colore di questa regione. Non è infrequente in chi ha le occhiaie, poi, trovare anche una scarsa qualità del sonno.

Il nervosismo, lo stress quotidiano che esso provenga dalla tipologia di lavoro o dai rapporti inter-personali, debilita l’organismo con le scariche di adrenalina e di cortisolo, l’ormone periferico dello stress, ed influenzano negativamente la qualità del riposo o del sonno notturno. L’adrenalina ed il cortisolo prodotti continuamente dalle ghiandole surrenali, nel tempo, portano a vere e proprie variazioni sul corpo. La prima avviene a carico della chimica cerebrale: il cortisolo, oltre al metabolismo di zuccheri e grassi, influenza negativamente la chimica cerebrale come quella della serotonina e del GABA. Il risultato? Nel tempo peggiorano la qualità del sonno e della memoria. Il secondo è sui reni, come sa bene la medicina interna: tutti gli internisti, gli endocrinologi ed i nefrologi sanno che un qualsiasi problema renale si rivela con l’ispezione dell’area sotto gli occhi.

Rimanendo sui reni, la diagnostica orientale associa questi organi al sentimento della paura: in chi ha uno stress psicologico prolungato in cui dominano paure, la comparsa delle occhiaie è una reazione più che rivelatoria. In chi ha i succitati disturbi legati allo stress, possono comparire anche irregolarità nell’alimentazione. Ma possono essere anche gli stessi disordini alimentari da soli (anche se poco frequente) a causare la comparsa di occhiaie. Quello che in assoluto condiziona più spesso la loro comparsa è la scarsa idratazione quotidiana. Sia perché si corre sul lavoro, che per impegni personali o perché non se ne avverte lo stimolo, almeno il 35% delle persone appartenenti a qualsiasi fascia di età non beve a sufficienza durante la giornata. I reni fanno il lavoro che madre Natura gli ha impartito: filtrare acqua per sbarazzarsi delle tossine che produciamo.

Se si mangia male e ci si dimentica di bere, quale acqua dovrebbero maneggiare i reni per depurarci? Dato che l’area suboculare riflette la salute renale, se le occhiaie si fanno strada è chiaro che c’è qualche fattore che disturba i reni. La congestione circolatoria conseguente alla scarsa acqua bevuta, porta nel tempo ad emoconcentrazione ovvero il sangue diventa più concentrato ed ha difficoltà a passare attraverso i vasi sanguigni più sottili. Il rallentamento del circolo fa trasudare liquidi; se questo succede sotto gli occhi oltre alle occhiaie spuntano fuori anche le “borse”.

Fattori voluttuari

Fumo eccessivo ed abuso di alcolici possono far comparire le occhiaie. Ma come? Forse ci si dimentica che l’ossido carbonio del fumo di sigaretta non avvelena solo l’emoglobina del sangue, ma vari distretti corporei. L’emoglobina non è l’unica proteina del corpo a contenere ferro: le cellule respirano in proprio attraverso i citocromi, che sono un’altra categoria di proteine ferro-dipendenti. Oltre al minore apporto di sangue ossigenato nei forti fumatori, a causa di un’emoglobina “avvelenata”, la quota di ossido di carbonio libero che arriva alle cellule fa il resto direttamente. Il fumo di sigaretta non è tossico esclusivamente per i polmoni: i suoi effetti sono stati dimostrati nel sistema cardiocircolatorio, nel pancreas, sullo stomaco, sui reni, sulla vescica dove possono indurre anche tumori. Lo scarso apporto di sangue ai reni (effetto combinato emoglobina “avvelenata” + ossido di carbonio libero), rallenta il loro metabolismo ed il loro lavoro filtrante.

Un po’ il ricalco dello stesso meccanismo di bere poco o nulla: il rene si affatica e lancia la spia di sofferenza attraverso le occhiaie. Lo stesso discorso si applica all’abuso di alcolici. Tutti pensano che l’alcol sia dannoso solo al fegato ed al cervello, per gli effetti che tutti ben conoscono. L’alcol sia in forma diretta che i suoi derivati metabolizzati dal fegato possono arrivare ai reni ed indebolirli nel tempo. C’è una grossissima differenza tra bere mezzo o un bicchiere di vino scuro a tavola per accompagnare un secondo piatto, dal bere alcolici raffinati e fuori pasto in quantità quattro o cinque volte superiori. Si rammenti che l’abuso di alcolici spesso causa disturbi del sonno, della sua durata o della qualità, un fattore che abbiamo discusso prima di come possa condizionare la comparsa di occhiaie. Tanti tranelli in cui si può cadere dunque e che, come il cane che si morde la coda, portano tutti a rivedere alle radici il nostro stile di vita.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

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