mercoledì, Gennaio 14, 2026

Le diete low-carb sono meglio delle low-fat: soprattutto per le donne e se hanno il lipedema

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Obesità, lipedema e controllo dell’appetito

Il lipedema, una condizione cronica che colpisce principalmente le donne, viene spesso diagnosticato erroneamente come obesità, sebbene le due condizioni coesistano frequentemente. Colpisce le donne durante periodi di fluttuazioni ormonali, come pubertà, gravidanza e menopausa. Diversi fattori contribuiscono all’insorgenza del lipedema, tra cui ipertrofia delle cellule adipose, infiammazione e alterata formazione dei vasi sanguigni. L’infiammazione nel lipedema può influenzare i meccanismi di regolazione dell’appetito modulando le vie di segnalazione cerebrale. La regolazione dell’appetito è un processo complesso che coinvolge un equilibrio tra segnali biologici interni che mantengono l’equilibrio energetico e fattori esterni guidati dalla ricompensa (edonici).

L’appetito edonico è un tipo di fame guidata dal piacere piuttosto che dal fabbisogno energetico fisiologico. Svolge un ruolo fondamentale nella modulazione del comportamento alimentare, portando spesso a un consumo eccessivo di cibi altamente appetibili. Comportamenti alimentari alterati, come il mangiare emotivo, le abbuffate e l’alimentazione incontrollata, sono associati a un aumento dell’apporto calorico, che di conseguenza aumenta il rischio di sovrappeso e obesità. Nonostante sia soggetto a un forte stigma legato alla salute, il lipedema nelle donne non è stato studiato adeguatamente. Le manifestazioni fisiche del lipedema possono contribuire in modo significativo a un’immagine corporea negativa e a una percezione di sé malsana.

Per quanto riguarda gli interventi terapeutici, le prove esistenti indicano che le diete a basso contenuto di carboidrati sono più efficaci nel ridurre il dolore nelle donne con lipedema rispetto alle diete a basso contenuto di grassi. Tuttavia, rimane in gran parte sconosciuto l’impatto di questi modelli alimentari sulla fame edonistica e sui comportamenti alimentari in questa popolazione. Un recente studio pubblicato su Frontiers in Nutrition evidenzia che le diete a basso contenuto di carboidrati possono essere più efficaci delle diete a basso contenuto di grassi nel migliorare la fame edonistica e i comportamenti alimentari nelle donne con lipedema, che è caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso negli arti inferiori.

Indagini e scoperte

Lo studio mirava a verificare se la regolazione dell’appetito e il comportamento alimentare cambiassero in modo diverso nelle donne con lipedema e obesità a seguito di diete LOW-CARB e LOW-CARB. Gli scienziati hanno analizzato i risultati di un’analisi secondaria di uno studio clinico randomizzato che ha confrontato gli effetti di una dieta a basso contenuto di carboidrati e di una dieta a basso contenuto di grassi sul dolore nelle donne con lipedema e obesità. Un totale di 70 partecipanti è stato suddiviso casualmente in due gruppi di intervento. I partecipanti del gruppo LOW-CARB hanno consumato 75 grammi di carboidrati al giorno, mentre quelli del gruppo LOW-FAT hanno consumato 180 grammi di carboidrati e 27 grammi di grassi al giorno per lo stesso periodo di 8 settimane.

In entrambi i gruppi, l’assunzione di energia e proteine ​​era la stessa per i partecipanti, ovvero 1200 kcal di energia e 60 grammi di proteine ​​al giorno. Lo studio ha rilevato un miglioramento significativo in una componente della fame edonica, valutata utilizzando la Power of Food Scale, tra i partecipanti che hanno seguito una dieta a basso contenuto di carboidrati. Tuttavia, non è stato osservato alcun miglioramento simile tra i partecipanti che hanno seguito una dieta a basso contenuto di grassi. Nel gruppo LOW-CARB, i partecipanti hanno riportato una significativa riduzione del consumo di cibo in risposta a emozioni negative, ovvero la tendenza a mangiare in risposta a emozioni negative.

I partecipanti del gruppo LOW-FAT, d’altra parte, hanno riportato un aumento del consumo di cibo controllato, che rappresenta la capacità cognitiva di una persona di controllare o limitare l’assunzione di cibo per ridurre o mantenere il peso corporeo. Lo studio rileva che le diete LOW-CARB possono essere più efficaci delle diete LOW-FAT nel migliorare la fame edonica e i comportamenti alimentari nelle donne con lipedema e obesità. Lo studio ha utilizzato la Power of Food Scale per valutare la fame edonica. Questa scala si compone di tre categorie: Cibo disponibile, Cibo presente e Cibo assaggiato. Lo studio ha rilevato una riduzione significativa nella sottocategoria Cibo presente al termine di un periodo di intervento dietetico a basso contenuto di carboidrati di 8 settimane.

I cambiamenti osservati in questa sottocategoria nel tempo sono stati significativamente diversi tra i due gruppi di intervento dietetico. La sottocategoria “Cibo Presente” nella scala di potenza del cibo rappresenta l’impulso a mangiare quando il cibo è presente ma non ancora assaggiato, ad esempio quando si è esposti alla vista o all’odore di cibi appetitosi. La riduzione osservata del desiderio di mangiare cibi appetitosi in risposta a stimoli alimentari può essere spiegata dall’influenza delle diete a basso contenuto di carboidrati sul sistema di ricompensa cerebrale. Grelina e insulina svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione della segnalazione cerebrale di ricompensa modulando le vie dopaminergiche.

Le prove esistenti suggeriscono che le diete LOW-CARB hanno una maggiore capacità, rispetto alle diete LOW-FAT, di sopprimere la secrezione di questi ormoni e migliorare la sensibilità all’insulina. Inoltre, è stato scoperto che le diete LOW-FAT aumentano il tono della dopamina nelle regioni cerebrali deputate alla ricompensa e influenzano la scelta alimentare in un modo che potrebbe ostacolare l’aderenza alla dieta. Questi risultati supportano i risultati dello studio attuale, che evidenziano un cambiamento più favorevole nella fame edonica e nel comportamento alimentare tra i partecipanti che seguono una dieta LOW-CARB, rilevando una significativa riduzione di una componente del mangiare emotivo tra i partecipanti che seguono questo tipo di dieta.

Le prove esistenti indicano che le diete chetogeniche possono promuovere la stabilità emotiva aumentando il neurotrasmettitore inibitorio GABA e riducendo la neuroinfiammazione. Sebbene il presente intervento non fosse esplicitamente chetogenico, questi risultati forniscono un supporto contestuale ai cambiamenti osservati. Nel complesso, lo studio aggiunge nuove informazioni alle prove esistenti e sottolinea la superiorità delle diete a basso contenuto di carboidrati rispetto alle diete a basso contenuto di grassi nella regolazione dell’appetito nelle donne con lipedema e obesità.

  • A cura del Dott. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Lundanes J. Front Nutrition 2025 Dec; in press.

Lundanes J et al. Dev Nutr. 2025; 9(3):104571.

Lundanes J et al. Front Nutr. 2024; 11:1484612.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998; specialista in Biochimica Clinica nel 2002; dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ricercatore negli USA (2004-2008) alle dipendenze dell'NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la Clinica Basile di Catania (dal 2013) e continuo presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania (dal 2020). Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali. Medico penitenziario da Aprile 2024 presso la CC.SR. Cavadonna

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