In occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato una guida per orientare i consumatori nella gestione quotidiana del cibo [1]. L’iniziativa si rivolge alla popolazione generale, poiché lo spreco domestico rappresenta una delle cause principali delle perdite di risorse alimentari lungo la filiera. Imparare a leggere le etichette degli alimenti in modo corretto è uno degli strumenti più efficaci per prevenire lo scarto ingiustificato di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo [1]. L’ISS sottolinea come la comprensione delle indicazioni di conservazione e delle scadenze possa migliorare non solo la gestione economica delle famiglie, ma anche la sostenibilità ecologica e la qualità complessiva della nutrizione [1].
Perché è importante saper leggere le etichette degli alimenti
Le informazioni riportate sulle confezioni dei prodotti non servono solo a illustrare i valori nutrizionali o l’elenco degli ingredienti. Esse rappresentano una vera e propria guida per utilizzare, conservare e consumare il cibo in modo sicuro, riducendo al minimo gli sprechi [1]. Come evidenziato da Laura Rossi, direttrice del Reparto Nutrizione, alimentazione e salute dell’ISS, limitare la quantità di cibo che finisce nella spazzatura significa impiegare in modo più efficiente le risorse collettive [1]. Questo comportamento virtuoso ha un impatto diretto sulla sicurezza alimentare complessiva, sulla qualità dei regimi alimentari individuali e sulla transizione verso sistemi di produzione più sostenibili [1].
Il problema dello spreco domestico è in gran parte legato a errori di valutazione e di pianificazione. Spesso, la fretta o la scarsa familiarità con i termini legali e scientifici riportati sulle confezioni spinge i consumatori a disfarsi di alimenti ancora commestibili. Secondo i dati diffusi dall’istituto, un’educazione mirata sulla trasparenza delle etichette può agire come un potente fattore di cambiamento comportamentale, aiutando a correggere abitudini radicate ma inefficienti [1].
La differenza tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”
Uno dei principali fattori che alimentano lo spreco domestico è la confusione tra le diverse diciture relative alla durata del prodotto. In Italia, circa il 36% della popolazione dichiara di non conoscere con precisione la differenza tra i termini utilizzati per indicare la scadenza [1]. Questa diffusa disattenzione finisce per incrementare notevolmente lo spreco alimentare in italia, traducendosi in tonnellate di cibo ancora perfettamente edibile che finiscono in discarica ogni anno. La Commissione europea stima che fino al 10% dello spreco alimentare generato nell’Unione Europea sia direttamente riconducibile alla marcatura della data, alla sua interpretazione errata o a una gestione inadeguata della stessa lungo la filiera [1].
Per evitare errori, l’ISS ribadisce che le due espressioni principali hanno significati profondamente diversi sotto il profilo della sicurezza e della qualità:
- “Da consumarsi entro” (use by): Questa dicitura viene impiegata per alimenti che presentano una rapida deperibilità dal punto di vista microbiologico [1]. Si tratta di un limite perentorio legato alla sicurezza sanitaria del consumatore. Una volta superata la data indicata, l’alimento non deve essere assolutamente consumato, poiché potrebbe rappresentare un rischio per la salute [1].
- “Da consumarsi preferibilmente entro” (best before): Questa espressione indica invece il termine minimo di conservazione (TMC) [1]. Rappresenta la data fino alla quale il prodotto, se conservato nelle condizioni idonee, mantiene intatte le sue caratteristiche specifiche, come la consistenza, il profumo, la fragranza o il colore originari [1]. Una volta superato questo termine, il cibo non diventa nocivo in modo automatico e non deve essere necessariamente gettato, ma potrebbe subire un progressivo e naturale decadimento qualitativo [1].
Oltre la data: la conservazione dei cibi e le sue regole
Per un’efficace tutela della salute e per massimizzare la durata del cibo, limitarsi a controllare il giorno e il mese sull’involucro non è sufficiente. È indispensabile leggere con attenzione le istruzioni relative alla conservazione dei cibi [1]. Indicazioni chiare come “conservare in frigorifero”, “mantenere in luogo fresco e asciutto” o “proteggere dalla luce” non sono semplici raccomandazioni di contorno, ma prescrizioni tecniche necessarie a preservare l’integrità del prodotto [1].
Se queste indicazioni vengono ignorate, la vita utile dell’alimento può ridursi drasticamente, compromettendone la commestibilità anche molto prima del raggiungimento della data stampata sulla confezione [1]. Un altro elemento cruciale riguarda la gestione del cibo dopo l’apertura. L’involucro sigillato garantisce un microambiente protetto, che cessa di esistere nel momento in cui la confezione viene aperta. Da quel momento, le regole di conservazione cambiano: l’indicazione “dopo l’apertura conservare in frigorifero e consumare entro…” diventa la nuova norma di riferimento per evitare la proliferazione batterica e lo spreco prematuro del prodotto [1].
Limiti delle valutazioni personali e cautele per la sicurezza
Sebbene il buon senso sia una risorsa preziosa nella prevenzione degli sprechi, l’ISS avverte che le valutazioni soggettive basate sull’aspetto o sull’odore del cibo presentano limiti evidenti e non devono essere usate per superare le scadenze tassative [1]. In particolare, i controlli empirici di tipo visivo o olfattivo non devono in alcun modo spingere a consumare un alimento oltre la data indicata dalla dicitura “da consumarsi entro” [1]. Alcuni patogeni o tossine batteriche possono svilupparsi senza alterare visibilmente il colore, la consistenza o l’odore del cibo, rendendolo pericoloso nonostante un aspetto apparentemente normale.
Al contrario, nel caso della dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”, la valutazione sensoriale può essere applicata con maggiore flessibilità prima di decidere di eliminare il prodotto [1]. In questo scenario, se la confezione è integra e le modalità di stoccaggio sono state rispettate alla lettera, il consumatore può verificare se l’alimento ha mantenuto caratteristiche accettabili, riducendo lo smaltimento immotivato di prodotti ancora idonei dal punto di vista microbiologico [1]. Lo studio e le linee guida dell’ISS non intendono incentivare comportamenti rischiosi, bensì promuovere una consapevolezza critica che sappia distinguere tra degradazione qualitativa e rischio igienico-sanitario [1].
Cosa significa per il consumatore: 5 regole pratiche per la dispensa
L’applicazione pratica delle raccomandazioni dell’ISS permette di tradurre le nozioni scientifiche in abitudini quotidiane utili a proteggere sia la salute sia il budget domestico. Una corretta pianificazione comincia prima ancora di recarsi al supermercato, verificando attentamente quali alimenti sono già disponibili in frigorifero, nel congelatore o nella dispensa [1].
Quando si sistemano i nuovi acquisti, l’ISS suggerisce di adottare un criterio organizzativo che metta in primo piano i cibi con scadenza più ravvicinata, posizionando sul retro quelli con una durata superiore [1]. Anche al momento dell’acquisto, se si prevede di consumare un ingrediente a breve termine, è utile scegliere confezioni con una scadenza più vicina, aiutando così a ridurre lo spreco anche all’interno dei punti vendita [1].
Prima di gettare un alimento nella spazzatura, l’ISS invita ad applicare uno schema di controllo basato su cinque verifiche fondamentali:
- Analizzare la dicitura esatta: Controllare se l’etichetta riporta la dicitura “da consumarsi entro” o “da consumarsi preferibilmente entro” per comprenderne il reale significato [1].
- Verificare la catena di conservazione: Accertarsi di aver rispettato costantemente le temperature e le istruzioni di conservazione indicate dal produttore [1].
- Ispezionare l’involucro: Controllare attentamente l’integrità del packaging per escludere rigonfiamenti, fori o anomalie strutturali [1].
- Considerare lo stato di apertura: Verificare se la confezione è già stata aperta e, in caso affermativo, seguire le tempistiche restrittive per il consumo post-apertura [1].
- Pianificare l’uso immediato: Se l’alimento è ancora sicuro ma prossimo alla scadenza, inserirlo subito nel menu del giorno o riutilizzarlo come ingrediente per ricette svuota-frigo [1].
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Bibliografia e fonti
- Istituto Superiore di Sanita. Leggere bene le etichette aiuta a non sprecare, 5 regole per non buttare i cibi. 2026-10-01. Fonte originale
- Elshenawy RA, Cernaliu A, Abe OM, Dsouza R, Chowdhury SM. Closing the Surveillance-to-Stewardship Gap in antimicrobial resistance: a narrative review of global lessons from WHO GLASS, UK ESPAUR, and low- and middle-income countries.. Clinical microbiology and infection : the official publication of the European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases. 2028. doi:10.1016/j.cmi.2026.09.020. PMID:42805292. Fonte originale
- Lyu J, Xiao M, He B. Parental son preference in childhood and sex differences in the risk of cardiovascular disease in middle-aged and older adults.. American journal of preventive medicine. 2028. doi:10.1016/j.amepre.2026.108545. PMID:42680123. Fonte originale
- Jung SC, Curtis JR, Yang S, Choi Y, Lim MH, Lee S, Cho SI, Park JK. Effects of air pollution on disease activity in patients with rheumatoid arthritis.. Annals of the rheumatic diseases. 2028. doi:10.1016/j.ard.2026.06.018. PMID:42557168. Fonte originale
Contenuto informativo e divulgativo: non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati.


