domenica, Febbraio 15, 2026

Prevenzione tagliata, cure pagate: il paradosso che sta logorando il SSN

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Se c’è un termometro affidabile della “febbre” del Servizio Sanitario Nazionale, non è solo la lunghezza delle liste d’attesa: è dove finiscono i soldi. E i numeri più recenti raccontano un paradosso difficile da difendere: si riduce la spesa pubblica proprio nella prevenzione (che dovrebbe evitare malattie e costi futuri) e, contemporaneamente, cresce il peso economico sulle famiglie.

La prevenzione come prima voce sacrificabile

Nel 2023, la spesa pubblica per i “Servizi per la prevenzione delle malattie” è scesa da 10,386 miliardi (2022) a 8,453 miliardi, con un taglio di 1,933 miliardi (-18,6%). (salviamo-ssn.it)
È un dato che pesa non solo sul presente (screening, vaccini, sanità pubblica territoriale), ma soprattutto sul futuro: tagliare prevenzione significa spesso spostare il costo più avanti, quando la patologia è già conclamata, più complessa e più cara.

Il “secondo finanziatore” della sanità: le famiglie

Sul versante opposto, il quadro della spesa privata (soprattutto “out-of-pocket”, cioè pagata direttamente dai cittadini) resta imponente: nel 2024 la spesa sanitaria complessiva è stata circa 185 miliardi, e la quota a carico diretto delle famiglie è 41,3 miliardi (circa 22% del totale, secondo le ricostruzioni basate su dati ufficiali). (corteconti.it)
Nota importante: in alcune letture istituzionali si evidenzia anche una lieve riduzione dell’out-of-pocket rispetto al 2023 (da 42,4 a 41,3 miliardi), ma il punto non cambia: il livello resta molto alto e segnala difficoltà di accesso/tempi nel pubblico. (Quotidiano Sanità)

Perché questi due numeri, messi insieme, sono esplosivi

  • Meno prevenzione → più malattia evitabile, più cronicità “pesante”, più accessi impropri e complicanze.
  • Più spesa diretta → più disuguaglianze: chi può paga e accelera, chi non può rinuncia o aspetta.
  • Sistema più reattivo che proattivo → si rincorre l’urgenza, mentre si indeboliscono le fondamenta (territorio e sanità pubblica).

Il nodo politico-organizzativo (non solo economico)

La crisi di finanziamento è reale, ma il problema è anche come si proteggono le priorità: la prevenzione è spesso la prima “cassa” da cui attingere quando il sistema è in tensione. Senza vincoli e obiettivi misurabili (coperture vaccinali, adesione screening, programmi di promozione della salute, capacity dei Dipartimenti di Prevenzione), il rischio è una spirale: tagli oggi, costi maggiori domani.

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