Un nuovo studio longitudinale condotto in Nepal ed edito da The Lancet Global Health ha valutato l’efficacia a lungo termine di una singola dose del vaccino coniugato contro il tifo (Vi-TT) nei bambini [1]. I risultati indicano che la vaccinazione offre un’elevata protezione contro la febbre tifoide nei primi quattro anni dalla somministrazione, ma evidenziano una progressiva attenuazione dell’immunita nel corso degli otto anni successivi [1]. La ricerca riguarda direttamente la popolazione infantile delle aree geografiche a medio e basso reddito, dove la febbre tifoide rappresenta una minaccia endemica prioritaria per la salute pubblica [1]. Questo monitoraggio risulta particolarmente rilevante per indirizzare le strategie vaccinali internazionali e valutare la potenziale necessita di dosi di richiamo nei programmi pediatrici [1].
Il contesto epidemiologico e l’importanza della vaccinazione pediatrica
La febbre tifoide, causata dall’infezione da Salmonella enterica sierotipo Typhi, rimane una causa primaria di morbidita e mortalita in molti Paesi a basso e medio reddito, in particolare nelle aree dell’Asia meridionale e dell’Africa subsahariana [1]. L’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) raccomanda l’uso prioritario del vaccino coniugato contro il tifo (TCV) per contrastare la trasmissione batterica e ridurre il carico di malattia tra i soggetti piu vulnerabili, rappresentati principalmente dai bambini e dagli adolescenti in eta scolare [1].
I vaccini coniugati di nuova generazione, come il vaccino coniugato con tossoide tetanico (Vi-TT), hanno dimostrato un’elevata immunogenicita fin dalla primissima infanzia, superando i limiti dei vecchi vaccini polisaccaridici non coniugati [1]. Tuttavia, la durata reale della protezione conferita da una singola dose nell’arco di piu anni rappresentava una risposta fondamentale ancora in fase di definizione scientifica [1]. Per chiarire questo aspetto cruciale, il team di ricerca dello studio TyVOID ha esteso il periodo di osservazione dei partecipanti coinvolti in un precedente studio clinico randomizzato condotto in Nepal, con l’obiettivo di determinare il livello di copertura vaccinale residuo a otto anni di distanza dalla somministrazione [1].
Disegno dello studio TyVOID: metodologia e coorti analizzate
Lo studio TyVOID nasce come un’estensione prospettica di coorte del trial clinico controllato e randomizzato di fase 3 noto come TyVAC, condotto nella regione di Lalitpur, in Nepal [1]. Lo studio originario aveva arruolato bambini di eta compresa tra 9 mesi e 15 anni nel periodo compreso tra il 20 novembre 2017 e il 20 ottobre 2021 [1]. Al momento della baseline dello studio TyVOID, sono stati inclusi 16.131 partecipanti al trial TyVAC [1]. Successivamente alle procedure di unmasking (svelamento del cieco) e di crossover vaccinale, la popolazione dell’analisi primaria ha compreso 4.941 bambini vaccinati con una singola dose di Vi-TT nel periodo 2017-2018 e 4.856 bambini vaccinati con Vi-TT nel periodo 2020-2021 [1].
I ricercatori hanno strutturato l’analisi dividendo i partecipanti in due coorti principali per valutare l’efficacia in differenti intervalli temporali post-vaccinazione [1]:
- La coorte 2020-2021 comprendeva 4.856 individui (con un’eta mediana alla vaccinazione di 10,4 anni, intervallo interquartile 7,3-13,7; 49,5% femmine e 50,5% maschi), seguiti per valutare l’efficacia vaccinale tra 1 e 5 anni dalla somministrazione [1].
- La coorte 2017-2018 includeva 4.941 partecipanti (eta mediana alla vaccinazione di 7,7 anni, intervallo interquartile 4,5-11,0; 50,2% femmine e 49,8% maschi), valutati per determinare l’efficacia vaccinale nel periodo compreso tra 4 e 8 anni post-somministrazione [1].
L’endpoint primario dello studio era l’incidenza di febbre tifoide confermata mediante emocoltura, individuata attraverso una sorveglianza passiva presso le strutture sanitarie della zona e la revisione sistematica delle cartelle cliniche [1]. Per la stima dell’efficacia vaccinale vera e propria, gli autori hanno impiegato un disegno test-negative tra i bambini febbrili che si presentavano presso i centri di sorveglianza, confrontando le probabilita di vaccinazione con Vi-TT tra i casi confermati da coltura ematica e i controlli negativi [1]. Il periodo di follow-up mediano complessivo dello studio e stato di 3,7 anni [1].
Durata della protezione del vaccino coniugato contro il tifo nei bambini
I risultati emersi dallo studio evidenziano che l’efficacia del vaccino coniugato contro il tifo rimane solida nei primi quattro anni, ma va incontro a una significativa attenuazione con il passare del tempo [1]. Nel dettaglio, nella coorte 2020-2021, valutata nel periodo compreso tra 1 e 5 anni dalla somministrazione, l’efficacia vaccinale stimata e risultata pari al 77% (intervallo di confidenza al 95%: 46%-90%; p=0,0006) [1]. In questo gruppo, il tasso di incidenza della febbre tifoide e stato di 46 casi per 100.000 anni-persona (95% CI: 18-94) [1].
Al contrario, nella coorte 2017-2018, analizzata nella finestra temporale tra 4 e 8 anni dalla somministrazione, l’efficacia del vaccino e scesa al 53% (95% CI: 8%-76%; p=0,027) [1]. Il tasso di incidenza confermato in questo secondo gruppo e salito a 111 casi per 100.000 anni-persona (95% CI: 64-177) [1]. Il rapporto aggiustato dei tassi di incidenza (adjusted IRR), calcolato mediante regressione di Poisson ed equalizzato per eta e sesso, ha mostrato un valore di 2,41 (95% CI: 1,00-5,80; p monodirezionale = 0,025), indicando un rischio significativamente piu elevato di contrarre la malattia negli anni piu distanti dalla prima vaccinazione [1].
Questi dati quantitativi confermano che una singola dose di Vi-TT garantisce una protezione robusta e duratura durante la prima infanzia, ma evidenziano come oltre il quarto anno la copertura immunitaria subisca un calo progressivo [1].
Limiti dello studio e cautele nell’interpretazione dei dati
Nonostante l’elevata numerosita campionaria e il rigore metodologico, la ricerca presenta alcune limitazioni intrinseche che richiedono una cauta interpretazione dei risultati [1]. In primo luogo, la transizione dal trial clinico randomizzato e controlled in doppio cieco a uno studio di coorte prospettico comporta un potenziale rischio di bias legato all’assenza di un gruppo di controllo con placebo mantenuto in cieco per l’intero arco degli otto anni [1].
In secondo luogo, il sistema di rilevazione basato su una sorveglianza passiva presso le strutture sanitarie locali potrebbe aver intercettato principalmente i casi che necessitavano di cure mediche formali, senza catturare eventuali episodi febbrili paucisintomatici gestiti esclusivamente a livello domestico [1]. Inoltre, le caratteristiche epidemiologiche e di esposizione della popolazione di Lalitpur, in Nepal, potrebbero differire da quelle di altre regioni endemiche, cosi come la pressione infettiva dell’ambiente circostante potrebbe aver influenzato il mantenimento dell’immunita attraverso esposizioni naturali subcliniche [1].
E fondamentale evidenziare cosa questo studio non dimostra:
- Non stabilisce l’intervallo temporale esatto o lo schema posologico ottimale per la somministrazione di un’eventuale dose di richiamo [1].
- Non fornisce indicazioni sull’efficacia del vaccino negli individui adulti o negli anziani vaccinati in eta avanzata, essendosi focalizzato esclusivamente su soggetti in eta pediatrica ed evolutiva [1].
- Non valuta la protezione contro altre forme di infezioni enteriche batteriche scatenate da Salmonella non tifoidea o da differenti patogeni [1].
Significato per la salute pubblica e consigli per la popolazione
I risultati dello studio TyVOID offrono indicazioni di grande rilievo per gli organismi di sanita pubblica e i decisori politici a livello internazionale [1]. L’evidenza scientifica di un progressivo declino dell’immunita a otto anni dalla somministrazione supporta la proposta di valutare l’introduzione di una dose di richiamo nei programmi vaccinali per i bambini in eta scolare nei Paesi ad alta endemicita, dove il rischio di esposizione al batterio rimane elevato [1].
Per i lettori, le famiglie e i viaggiatori diretti verso aree endemiche per la febbre tifoide, e importante comprendere le implicazioni pratiche di questi dati [1]:
- La vaccinazione con vaccino coniugato rappresenta uno strumento preventivo di fondamentale efficacia, in grado di abbattere drasticamente il rischio di infezione nei primi anni successivi all’iniezione [1].
- Con il trascorrere degli anni, la sola copertura vaccinale derivante da una singola dose ricevuta nell’infanzia potrebbe non garantire una protezione completa, rendendo necessarie valutazioni mediche aggiornate prima di soggiornare in zone a rischio [1].
- Le informazioni contenute in questo studio non costituiscono una raccomandazione clinica individuale o un invito all’autosomministrazione; per scelte relative ai calendari vaccinali pediatrici o alla profilassi dei viaggi internazionali e necessario consultare un medico curante o i centri di medicina dei viaggi prescrittori [1].
Lo studio, sostenuto finanziariamente dalla Bill & Melinda Gates Foundation e dal Wellcome Trust, segna un passo avanti essenziale verso la pianificazione di strategie di immunizzazione a lungo termine piu efficaci contro la febbre tifoide [1].
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Bibliografia e fonti
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