martedì, Maggio 28, 2024

Stile alimentare sano e dieta low-carb: la necessità di cambiare la visione culturale per non rimanere sugli stereotipi

Alimentazione, cultura e stile di vita Nonostante decenni di ricerche,...

Il rischio genetico di diabete a tavola: si può intervenire e personalizzare?

Nel 2021 oltre al 7% della popolazione mondiale è...

In analogia all’emofilia: anche per le porpore immuni e -non, entra l’uso dell’enzima mancante ricombinante

Un team guidato da ricercatori del Massachusetts General Hospital,...

Colite e tumore del colon: come si combattono con gli amminoacidi

Il trattamento delle malattie infiammatorie dell’intestino è estremamente impegnativo: tutti i geni scoperti e coinvolti, i microbi intestinali e la funzione immunitaria interrotta contribuiscono. I ricercatori del Weizmann Institute of Science stanno proponendo un modo per aggirare questa complessità. In uno studio su topi, pubblicato su Cell Reports, hanno trovato un modo per innescare un meccanismo di difesa naturale che spinge il corpo stesso ad alleviare l’infiammazione intestinale. Lo studio si è concentrato sull’ossido nitrico (NO), una molecola di segnalazione coinvolta in una varietà di processi biologici. Gli scienziati hanno a lungo cercato di determinare quale ruolo gioca NO nella malattia di Crohn e nella colite ulcerosa, ma in alcune circostanze NO ha alleviato l’infiammazione intestinale e l’ha promossa in altre. I ricercatori di Weizmann hanno ipotizzato che i risultati paradossali potrebbero sorgere perché NO ha effetti diversi nei diversi tipi di cellule nell’intestino. Hanno geneticamente modificato i topi per bloccare la produzione di NO esclusivamente in determinati tipi di cellule, quelle quelle della mucosa dell’intestino o nelle cellule immunitarie.

Hanno scoperto che i sintomi di una malattia simile a una colite peggioravano quando la sintesi di NO era bloccata nelle cellule dell’intestino; ma sono migliorati quando NO è stato bloccato nelle cellule immunitarie, in particolare nelle grandi cellule chiamate macrofagi. Gli scienziati hanno concluso che se le malattie infiammatorie intestinali vengono trattate aumentando i livelli di NO, può causare effetti collaterali nelle cellule al di fuori del rivestimento dell’intestino. Il team si è proposto di sviluppare un metodo per potenziare la produzione di NO solo nelle cellule del rivestimento dell’intestino. Hanno fatto affidamento su una precedente scoperta che un enzima chiamato ASL (arginin-succinato liasi) responsabile della produzione dell’amminoacido arginina, da cui il corpo produce NO. I ricercatori si sono rivolti a due sostanze naturali: la fisetina, un polifenolo presente nelle mele, nei cachi e nelle fragole che favorisce la sintesi della ASL; e la citrullina, un altro amminoacido che si trova nell’anguria, nelle barbabietole e negli spinaci, che aumenta l’attività della stessa ASL.

I due supplementi dati insieme hanno promosso la produzione di NO esclusivamente nelle cellule della mucosa intestinale. E, cosa più importante, i sintomi di una malattia infiammatoria nell’intestino dei topi sono migliorati significativamente. Il trattamento ha anche avuto un effetto benefico sul cancro del colon, che è noto per essere aggravato dall’infiammazione intestinale. E’ già provato che la supplementazione clinica a base di certi aminoacidi (glutammina, arginina, ornitina e la stessa citrullina), migliora sensibilmente tutte le forme di colite infiammatoria. Nei topi con tumori del colon, l’infiammazione intestinale si è attenuata e i loro tumori sono diminuiti in numero e dimensioni, dopo aver ricevuto integratori a base di questi amminoacidi. Se verrà dimostrato che questo approccio aumenta i livelli di NO nelle cellule della mucosa intestinale umana, potrà aiutare a curare le malattie infiammatorie intestinali e, potenzialmente, anche a diminuire le complicanze del cancro del colon. Il fatto che si faccia uso di sostanze disponibili come integratori alimentari dovrebbe facilitare l’attuazione di tale intento.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Stettner N et al. Cell Reports 2018 May; 23(7):1962-76.

Turer E et al. P.N.A.S. USA. 2017; 114(7):E1273-E1281. 

Farghaly HS et al. Clin Exp Pharm Physiol. 2014; 41(10):769.

Ren W et al. PLoS One. 2014 Feb 5; 9(2):e88335.

Coëffier M et al. Inflamm Bowel Dis. 2010;16(3):518-24.

Latest

Il rischio genetico di diabete a tavola: si può intervenire e personalizzare?

Nel 2021 oltre al 7% della popolazione mondiale è...

Sulle cause note dell’acne non ci piove: ma se anche l’alimentazione fosse colpevole?

Sulle origini dell’acne L’acne vulgaris è una condizione infiammatoria cronica...

Newsletter

Don't miss

Il rischio genetico di diabete a tavola: si può intervenire e personalizzare?

Nel 2021 oltre al 7% della popolazione mondiale è...

Sulle cause note dell’acne non ci piove: ma se anche l’alimentazione fosse colpevole?

Sulle origini dell’acne L’acne vulgaris è una condizione infiammatoria cronica...

L’emergenza internazionale della febbre dengue: e la corsa ai nuovi vaccini prosegue

La dengue è una malattia trasmessa da vettori attraverso...
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

Geraniol: the aromatic natural that would prevent senile dementia?

Although cardiovascular diseases, diabetes and cancers still have their high prevalence, life expectancy in the 21st century is increasing resulting in an increase in...

Myelofibrosis: combination is far better than a single agent

Myelofibrosis is a severe and very rare hematological disease for which treatment has only been partially effective to date. It is a Philadelphia chromosome-negative...

Lotta alla leucemia mieloide: prima la niclosamide, ora arriva il mebendazolo

La leucemia mieloide acuta (LMA) è uno dei tipi più comuni di leucemia acuta negli adulti con il più basso tasso di sopravvivenza di...

Questo si chiuderà in 20 secondi