sabato, Aprile 13, 2024

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Maculopatia senile: la metformina funziona come preventivo

La degenerazione maculare legata all’età (AMD) o maculopatia senile, è una malattia degenerativa che si verifica quando parte della retina chiamata macula è danneggiata. È la parte dell’occhio che offre una visione nitida e centrale necessaria per vedere gli oggetti davanti a sé. Nel tempo, la perdita della visione centrale può interferire con le attività quotidiane, come la capacità di guidare, leggere e vedere i volti in modo chiaro. L’infiammazione e lo stress ossidativo sono stati a lungo noti per svolgere un ruolo chiave nello sviluppo sia del diabete che della AMD. È una malattia complessa che coinvolge, genetica, ambiente, fattori di stile di vita come il fumo e la dieta e malattie sistemiche come le malattie cardiache. Il modo in cui si sviluppa la malattia non è stato completamente compreso, ma i ricercatori hanno dimostrato che i radicali liberi ossidanti e l’infiammazione svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella progressione dell’AMD. La formazione di drusen, il più antico reperto clinico, è stato dimostrato essere il risultato di una risposta infiammatoria localizzata. I ricercatori di Taiwan hanno dimostrato che le persone con diabete di tipo 2 che hanno assunto un farmaco antidiabetico comune, la metformina, avevano una percentuale significativamente inferiore di AMD.

Lo studio suggerisce che gli effetti anti-infiammatori e anti-ossidativi di metformina possono proteggere contro AMD mentre controlla il diabete. La è stata presentata all’AAO 2018, il 122° Meeting annuale dell’American Academy of Ophthalmology. Poiché la metformina sopprime l’infiammazione e lo stress ossidativo, i ricercatori di Taiwan hanno teorizzato che forse il farmaco contro il diabete potrebbe anche proteggere contro l’AMD, una delle principali cause di cecità negli americani oltre i 50 anni, colpendo circa 2 milioni di persone a livello nazionale. Utilizzando il database di ricerca nazionale dell’assicurazione sanitaria di Taiwan, hanno raccolto dati su tutti i pazienti diagnosticati di recente con diabete di tipo 2 dal 2001 al 2013, dividendoli in due gruppi: quelli che assumevano metformina (45.524 pazienti) e quelli che non l’hanno (22.681 pazienti). Dopo aver seguito entrambi i gruppi per 13 anni, i ricercatori hanno scoperto che i pazienti nel gruppo con metformina avevano un rischio significativamente più basso di sviluppare AMD. La metà dei pazienti nel gruppo con metformina aveva AMD rispetto al gruppo di controllo.

Questo studio è il primo a rivelare l’effetto protettivo della metformina sullo sviluppo della maculopatia. Mentre sono necessari ulteriori studi per determinare esattamente come la metformina protegge dallo sviluppo di AMD, questo è uno sviluppo estremamente interessante per i pazienti a rischio. Un anno fa, un altro team ha pubblicato dati su un potenziale meccanismo d’azione della metformina sulle cellule della retina di ratto (RPE) esposte a eccesso di glucosio. La proteina legante l’elemento responsivo ai carboidrati (ChREBP) e la proteina interagente con thioredoxin (TXNIP) sono risultate significativamente aumentate e sono stati attivati fattori di trascrizione (NF-κB e PARP). Nel complesso, uno stress ossidativo di fondo può essere richiesto per questo pattern di attivazione di proteine. Quest’anno, la stessa squadra ha dimostrato che l’acido alfa-lipoico (antiossidante endogeno) riduce lo stress ossidativo e la morte cellulare nelle retine diabetiche dei ratti. Pertanto, l’attività antiossidante della metformina sarebbe indiretta, dal momento che il farmaco stesso è privo di tale attività, ma è in grado di innescare alcune vie di espressione genica. Il vantaggio è che AMD e il diabete condividono alcuni meccanismi patogenetici comuni e la metformina è già utilizzata per il diabete. Ci vorrebbe, quindi, un soffio perché il farmaco possa trovare applicazione anche per la AMD.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Kim YS et al. Biochem Biophys Res Comm. 2018 Sep 10. 

Li Y et al. J Diabetes Res. 2018 Apr 30; 2018:2801450.

Han J, Li Y et al. PLoS One 2018 Mar 7;13(3):e0193031.    

Kim YS et al. Biochem Biophys Res Comm. 2017; 492(3). 

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

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