HomeALIMENTAZIONE & SALUTEDiabete della pillola: lo si evita con dieta vegetale ed esercizio intenso

Diabete della pillola: lo si evita con dieta vegetale ed esercizio intenso

Oggi negli Stati Uniti più di 114 milioni di adulti hanno o il diabete o il pre-diabete. A livello mondiale l’OMS ha stimato che nel 2017 ben 380 milioni di persone avevano il diabete tipo 2. La diffusione di questa condizione è considerate dall’OMS una pandemia di proporzioni allarmanti e la sua maggiora causa è legata ad un cattivo stile alimentare. La cosiddetta “dieta occidentale”, ricca di alimenti processati e ad alto contenuto di zuccheri e grassi saturi, è un fattore di rischio tra i maggiori per sviluppare la condizione. Esso agisce principalmente causando squilibrio della composizione della flora batterica intestinale (microbiota). Per maggiore informazioni sul fenomeno, si può cercare nell’archivio del sito la combinazione keyword “diabete e microbiota”. Uno studio precedente aveva dimostrato che una dieta a base vegetale condotta per 16 settimane in soggetti adulti sovrappeso, ha migliorato l’insulino-resistenza e la funzione pancreatica globale. La funzione delle cellule beta è tipicamente deficiente in coloro che sono affetti da diabete tipo 2, e preservare la loro funzionalità è l’obiettivo primario nel trattamento della condizione. Altre ricerche hanno pure provato che le diete a base vegetale riescono a migliorare il profilo glicemico e invertire la tendenza verso il diabete; e che coloro che approcciano stabilmente un tale tipo di alimentazione hanno il 50% di rischio in meno di sviluppare le patologia.

Secondo una nuova ricerca pubblicata su Nutrients, una dieta a base vegetale migliora la secrezione di insulina e incretina in quelli con diabete tipo 2. I ricercatori hanno confrontato gli effetti di un pasto a base vegetale con un pasto contenente carne sui livelli ormonali di un gruppo di 20 uomini con diabete tipo 2 in uno studio randomizzato crossover. I pasti consistevano in un hamburger vegetariano a base di tofu o in un hamburger a base di carne e contenevano la stessa quantità di calorie e il rapporto di macronutrienti. I risultati mostrano che la secrezione postprandiale di insulina dei partecipanti è aumentata di più dopo il pasto a base vegetale rispetto al pasto a base di carne. Anche la secrezione di ormoni incretinici, in particolare il peptide glucagone-simile (GLP-1), è aumentata di più dopo il pasto vegano. L’incretina amplifica il rilascio di insulina dopo i pasti e aiutano anche a ridurre i livelli di glucosio nel sangue. I parametri della funzione delle cellule beta sono migliorati anche dopo la dieta vegana. Hana Kahleova, MD, PhD, direttore della ricerca clinica presso il Physicians Committee for Responsible Medicine, ha dichiarato giustamente: “Con l’aumento dei tassi di diabete e dei costi dell’insulina, questo studio offre la speranza che la soluzione più semplice possa essere a portata di mano: il cibo sulle nostre tavole. I risultati aggiungono all’evidenza che una dieta a base vegetale dovrebbe essere considerata un trattamento di prima linea per il diabete tipo 2”.

Un altro studio pubblicato su Diabetes / Metabolism Research and Reviews, invece, sottolinea i benefici dell’esercizio fisico, in particolare l’allenamento di resistenza (RT), per prevenire il diabete di tipo 2. Nello studio randomizzato controllato, 172 persone di età compresa tra 55 e 75 anni e pre-diabete erano state assegnate a un gruppo di controllo, un gruppo di allenamento aerobico (AT), un gruppo RT o un gruppo AT plus RT. I programmi di esercizio supervisionati sono stati completati per 60 minuti al giorno, tre giorni non consecutivi alla settimana per 24 mesi. I dati di follow-up erano disponibili per 137 partecipanti. L’incidenza del diabete tipo 2 è stata ridotta del 74%, 65% e 72% con AT più RT, RT e AT, rispettivamente, rispetto al controllo. Dopo 24 mesi, l’incidenza cumulativa del diabete era significativamente più bassa nei gruppi AT più RT, RT e AT rispetto al gruppo di controllo (21%, 26% e 22% rispetto al 69%, rispettivamente). Questo studio ha dimostrato che RT e RT più AT erano efficaci quanto l’AT isolata nella prevenzione del diabete tipo 2 manifestato nei pazienti con pre-diabete. Gli scienziati hanno dimostrato che la RT è una valida opzione per i pazienti che cercano di prevenire o ritardare il diabete tipo 2. Questa scoperta espande ulteriormente i paradigmi del cambiamento dello stile di vita per prevenire il diabete tipo 2 e può informare le discussioni clinico-paziente sul ritardare l’insorgenza della malattia.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Kahleova H et al., Pelikanova T. Nutrients 2019 Feb 26; 11(3).

Feito Y et al., Heinrich KM. Sports (Basel). 2019 Feb 22; 7(2).

Liu L, Shao Z, Xia Y et al. Endocrinology Connect. 2019 Jan 1.

Sawada SS et al., Miyachi M. J Diabetes Investig. 2018 Dec 18. 

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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