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Medicina di genere (9): l’infiammazione differente fra ragazzi e ragazze per predire la depressione adolescenziale

La depressione maggiore (MDD) può colpire anche gli adolescenti, sebbene più raramente degli adulti, essendo la depressione giovanile per lo più di tipo reattivo. È fondamentale sviluppare interventi preventivi più efficaci per la depressione adolescenziale; tuttavia, permangono ostacoli significativi legati alla comprensione limitata dei meccanismi biologici alla base dello sviluppo della depressione negli adolescenti e di come identificare quelli a rischio. La letteratura precedente suggerisce che l’aumento dell’infiammazione gioca un ruolo nella depressione adolescenziale; tuttavia, la maggior parte dei risultati si concentra sui biomarkers in soggetti già affetti da depressione, il che non riesce a rispondere alla domanda cruciale su quali meccanismi biologici siano coinvolti nel rischio di sviluppare depressione. Una recente meta-analisi ha riportato solo quattro studi che hanno indagato tali cambiamenti prospettici, in cui l’aumento della proteina C-reattiva (PCR) e dell’interleuchina (IL)-6 erano associati al futuro sviluppo di MDD nei bambini e negli adolescenti.

Una nuova ricerca condotta dall’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze (IoPPN) del King’s College di Londra ha scoperto che la depressione e il rischio di depressione sono collegati a diverse proteine infiammatorie nei ragazzi e nelle ragazze. I ricercatori hanno studiato le differenze sessuali nella relazione tra proteine infiammatorie e depressione, ed hanno scoperto che diverse citochine erano implicate nel rischio e nella gravità della depressione nei ragazzi rispetto alle ragazze. La ricerca faceva parte del progetto IDEA (Identifying Depression Early in Adolescent). Per valutare l’infiammazione, i ricercatori hanno misurato i livelli di citochine nel sangue in 75 ragazzi adolescenti e 75 ragazze adolescenti (di età compresa tra 14 e 16 anni) provenienti dal Brasile. I 150 partecipanti sono stati reclutati in tre gruppi con numero uguale (50 partecipanti in ciascun gruppo: 25 ragazze e 25 ragazzi). I gruppi erano quelli a basso rischio di depressione e non depressi, quelli ad alto rischio di depressione e non depressi e quelli che attualmente soffrivano di MDD.

I risultati hanno indicato che esistono differenze sessuali tra le singole proteine infiammatorie associate alla depressione negli adolescenti. Livelli più elevati di interleuchina-2 (IL-2) erano associati sia ad un aumento del rischio di depressione che alla gravità dei sintomi depressivi nei ragazzi, ma non nelle ragazze. Tuttavia, livelli più elevati di IL-6 erano associati alla gravità della depressione nelle ragazze, ma non nei ragazzi. Nei ragazzi i livelli di IL-2 erano più alti nel gruppo ad alto rischio rispetto a quello a basso rischio e ancora più alti nel gruppo con diagnosi di depressione, indicando che nei ragazzi i livelli di IL-2 nel sangue potrebbero aiutare a indicare l’insorgenza di futura depressione. Un aspetto importante e spesso trascurato quando si cerca di comprendere i meccanismi biologici della depressione adolescenziale è il ruolo del sesso biologico. Le ragazze adolescenti corrono il rischio più elevato di sviluppare depressione, tre volte più probabile rispetto ai ragazzi adolescenti. Il divario si riduce nell’età adulta; tuttavia, le donne hanno il doppio delle probabilità di sviluppare depressione rispetto agli uomini.

La differenza tra i sessi potrebbe essere spiegata dalla risposta infiammatoria agli ormoni sessuali, per cui il progesterone e il testosterone sono stati descritti come antinfiammatori e gli estrogeni come pro- e antinfiammatori. Uno studio di Pallavi et al. (2015) aveva precedentemente riportato che i livelli di IL-2 e IL-6 erano elevati nelle ragazze depresse; tuttavia, nei ragazzi depressi, solo i livelli di IL-2 sono risultati elevati. Ciò suggerisce che potrebbero esserci differenze nei marcatori infiammatori attraverso i quali si sviluppa la depressione nei ragazzi e nelle ragazze. Nello studio corrente sono state dosate altre citochine come IL-8, IL-10, IL-12, IL-13, TNF-alfa ed interferone gamma, ma nessuna di esse si è correlata in modo significativo con MD sia nei ragazzi che nelle ragazze. La IL-2 invece è noto per aumentare nei bambini che hanno subito maltrattamenti. Considerato lo stress infantile e probabili traumi che i bambini possono sperimentare, e considerando l’origine del campione di adolescenti, i risultati sono coerenti con la biologia alla radice.

L’autrice senior dello studio Valeria Mondelli, professoressa di Psiconeuroimmunologia clinica, ha dichiarato: “I nostri risultati suggeriscono che l’infiammazione e il sesso biologico possono avere un contributo combinato al rischio di depressione. Sappiamo che l’adolescenza è un momento chiave in cui molti disturbi mentali si sviluppano e si sviluppano per la prima volta. Identificando quali proteine infiammatorie sono collegate alla depressione e in che modo questa è diversa tra ragazzi e ragazze, speriamo che i nostri risultati possano aprire la strada alla comprensione di cosa accade in questo momento critico della vita. La nostra ricerca evidenzia l’importanza di considerare l’impatto combinato della biologia, psicologia e fattori sociali per comprendere i meccanismi alla base della depressione”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

Zajkowska Z et al. J Affect Disord 2023 Jul 10; in press.

Wahid SS et al. J Affect Disord 2021; 279:66-74.

Colasanto M et al. J Affect Disord. 2020; 277:940-948.

D’Acunto G et al. J Child Adolesc Psychopharm. 2019; 29:362.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

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