Home MALATTIE MALATTIE DEL SANGUE Il ruolo biologico della milza: funzioni, infezioni ed affezioni

Il ruolo biologico della milza: funzioni, infezioni ed affezioni

Struttura di base della milza

La milza è un organo morbido con una sottile copertura esterna di tessuto connettivo duro, chiamata capsula. Anche se varia di dimensioni tra gli individui, una milza è in genere di circa 9cm di lunghezza e pesa in media 150 grammi. Tutto ciò che si riferisce alla milza è indicato come splenico; la milza riceve sangue attraverso l’arteria splenica e il sangue lascia la milza attraverso la vena splenica. Sebbene la milza sia collegata ai vasi sanguigni dello stomaco e del pancreas, non è coinvolta nella digestione direttamente. La milza si trova nella parte superiore sinistra dell’addome, protetta dalla gabbia toracica. È il più grande organo del sistema linfatico che ricicla i vecchi globuli rossi, e accumula le piastrine e i globuli bianchi. Le funzioni primarie della milza sono filtrare il sangue e aiutare a difendere il corpo dagli agenti patogeni. La milza contiene due regioni principali di tessuto chiamate polpa bianca e polpa rossa. La polpa rossa contiene seni venosi (cavità riempite di sangue) e corde spleniche (tessuti connettivi contenenti globuli rossi e globuli bianchi). La polpa bianca consiste principalmente di cellule immunitarie (cellule T e cellule B).

Funzioni della milza

Il lavoro principale della milza è filtrare il sangue. Mentre il sangue scorre nella milza, esegue un servizio di controllo di qualità, rilevando eventuali globuli rossi vecchi o danneggiati. Il sangue scorre attraverso un labirinto di cunicoli tissutali nella milza (matrice della polpa). La vita media dei globuli rossi è 120 giorni, Quelli giovani e sani scorrono senza difficoltà, ma quelli considerati invecchiati sono inglobati da globuli bianchi chiamati macrofagi. Una volta che i globuli rossi sono degradati, la milza immagazzina avanzi utili come il ferro, che alla fine ritorna al midollo osseo per la sintesi. La milza immagazzina anche il sangue poiché le sue trabecole (matrice) sono elastiche e possono espandersi. Nell’uomo, circa 250-300ml di sangue viene tenuto nella milza, pronto per essere rilasciato se c’è una significativa perdita di sangue, dopo un incidente, per esempio. La milza svolge anche un ruolo nella risposta immunitaria rilevando i patogeni (batteri) e producendo globuli bianchi in risposta. Circa un quarto dei nostri linfociti sono memorizzati nella milza in qualsiasi momento. La milza cancella le vecchie piastrine dal sangue e funge anche da riserva per le piastrine stesse. Mentre il feto si sta sviluppando, la milza produce globuli rossi, ma dopo il quinto mese di gestazione, il processo si ferma perchè il fenomeno venga affidato al fegato e poi al midollo osseo. La milza produce anche composti chiamati opsonine, come properdina e tuftina, che aiutano il sistema immunitario.

Patologie a carico della milza

Ci sono alcune condizioni che possono coinvolgere la milza; queste includono:

Milza accessoria: circa il 10-15% delle persone ha una milza addizionale. La seconda milza di solito è molto più piccola, circa 1-2 centimetri di diametro e generalmente non è un problema per la salute.

Rottura di milza: questo può verificarsi a seguito di un infortunio, un incidente stradale, una caduta da altezze e causare sanguinamento interno. Generalmente è proprio la rottura di milza la maggior causa di morte per emorragia interna fatale dovuto a grandi traumi. A volte, la milza scoppia al momento del trauma; altre volte, scoppierà giorni o settimane dopo. Alcune malattie, come la malaria e la mononucleosi infettiva, rendono più probabile una rottura della milza perché fanno gonfiare la milza e la capsula protettiva diventa più sottile. Sono stati riportati casi iatrogeni, ovvero dovuti a procedure mediche: la principale è la colonscopia.

Splenomegalia. A volte, la milza sta svolgendo regolarmente il suo lavoro, ma per l’ingrossamento è iperattiva (iper-splenismo); in tal caso, potrebbe distruggere globuli rossi o piastrine in modo esagerato. L’ingrandimento della milza può verificarsi a causa di una varietà di condizioni, come la mononucleosi infettiva (virale), la leucemia), certe infezioni batteriche (brucellosi), la sferocitosi, la policitemia vera e le talassemie, e le malattie del fegato come la cirrosi epatica e la trombosi della vena porta. Le patologie definite da “accumulo lisosomiale” (es. la malattia di Gaucher, malattia di Nieman-Pick, ecc.), possono spesso associarsi a splenomegalia. 

Anemia falciforme: questa è una forma ereditaria di anemia, dovuta a mutazione puntiforme del gene dell’emoglobina. Invece di emoglobina A si produce emoglobina S (sickle in inglese vuol dire falce) un tipo di emoglobina disfunzionale che non riesce a legare l’ossigeno in modo regolare. In questa forma di anemia, i globuli rossi sono di forma anormale (appunto a forma di falce o mezzaluna) e bloccano il flusso di sangue, causando danni di tipo ischemico agli organi, inclusa la milza stessa. L’ischemia della milza è uno dei fenomeni dolorosi più marcati dell’anemia falciforme e può richiedere l’intervento di farmaci morfino-simili

Trombocitopenia: se la milza si ingrossa, potrebbe accumulare troppe piastrine, il che significa che le sottrae al sistema circolatorio del corpo. Senza piastrine disponibili per aiutare la coagulazione ematica, il sintomo principale della trombocitopenia è il sanguinamento facile anche per traumi minimi. Nel caso si tratti di trombocitopenia auto-immune, l’asportazione della milza va considerata come seconda linea di terapia ed in casi selezionati, valutando caso per caso, solamente dopo che il paziente non ha risposto al trattamento farmacologico primario. 

Infarto splenico: se l’apporto di sangue alla milza si riduce ad un limite critico, la milza va prima incontro ad ischemia e poi ad infarto splenico. Ciò si verifica se il flusso di sangue attraverso l’arteria splenica viene interrotto, ad esempio, da un coagulo di sangue. Questo è spesso molto doloroso e il trattamento dipende dalla causa sottostante.

Asplenìa. Letteralmente significa assenza di milza, ma si può intendere qualsiasi situazione che compromette la funzionalità della milza in modo severo. L’asplenia congenita è rara e si differenzia in due tipi: la separazione congenita isolata e la sindrome dell’eterotassia. L’asplenia acquisita può insorgere principalmente per due motivi: a seguito della asportazione chirurgica della milza e per sindromi genetiche a carico dei globuli rossi (talassemia, anemia falciforme, sferocitosi e deficit di piruvato-chinasi).

Splenectomia: si può vivere senza la milza?

Per cause mediche o traumatiche, alcune persone hanno bisogno di rimuovere chirurgicamente la milza (splenectomia). Più comunemente, questo è dovuto a una rottura della milza, ma può essere anche a causa di alcune malattie del sangue, alcuni tumori, infezioni o escrescenze non cancerose. In passato la splenectomia era un trattamento di elezioni per le leucemie linfatiche, certi linfomi e la talassemia maior. Sebbene questo organo di dimensioni modeste svolga una serie di compiti importanti, è possibile vivere senza di esso. Altri tessuti, come i linfonodi e il fegato, possono intervenire e svolgere i compiti della milza. Tuttavia, le persone che hanno avuto rimossa la milza sono più suscettibili alle infezioni.

Curiosità

In alcune persone si riscontra un dolore lancinante sotto l’arcata costale sinistra (corrispondenza della milza) quando camminano a passo svelto e respirano superficialmente per la fretta. Questo è dovuto alla contrazione della capsula splenica, che spreme la milza per rifornire il circolo periferico di più globuli rossi per trasportare più ossigeno. Non è un fenomeno frequentissimo: è più facile che questo si verifichi a carico della capsula epatica, per spremitura del fegato e con lo stesso fine.

Anche se nel Medioevo la gente pensava che la milza fosse la fonte della rabbia, da qui la frase “sfogare la milza”, non ha nulla a che fare con la rabbia o altre emozioni per la Medicina ortodossa. Nella visione della Medicina Tradizionale Orientale, invece, la milza è sede di emozioni come la compassione. Quando le preoccupazioni eccessive, l’ansia o la malinconia affliggono la persona per troppo tempo, questo può voltare i sentimenti positivi della milza in rimuginìo, incapacità di concentrarsi e problemi di memoria. Uno dei detti a riguardo della Medicina Tradizionale Giapponese è “il troppo pensare ammala la milza”. Sempre secondo la visione orientale, uno squilibrio a carico della milza può essere responsabile nelle donne di dismenorrea, ovvero mestruazioni abbondanti e/o dolorose. L’antidoto per riequilibrare quest’organo sarebbe una dieta alcalina, l’abolizione dello zucchero da tavola (acidificante del sangue), cereali come l’avena e il limone.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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