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Disturbo affettivo stagionale: la serotonina non cambia, l’umore purtroppo si

Alcune persone riescono a correggere gli stress esterni per evitare la depressione. Le donne devono farlo più degli uomini per evitare di diventare depresse. I ricercatori hanno usato il modello “inverno blu” (seasonal affective disorder) come modello di depressione e sono stati n grado di dimostrare che alcune persone, a dispetto di essere geneticamente predisposti alla depressione, sono più resilienti nel resistervi. Questo può aiutare a capire quali fattori possono prevenire la depressione. La depressione si sa, è difficile da studiare, ma se invece si potesse accendere o spegnere la depressione e guardare alle differenze biologiche fra, quando le persone sono depresse e quando non lo sono? Ora, un nuovo studio sulla SAD suggerisce che certe persone, specialmente le donne, possono evitare la depressione mantenendo, o meglio ancora aumentando, i loro livelli interni di serotonina durante tutto l’anno. Il disturbo affettivo stagionale (SAD) è una condizione causata dalla mancanza di luce diurna, portando ad una maggiore sintomatologia depressiva invernale, specialmente nelle aree geografiche lontane dall’equatore.

La luce è un antidepressivo naturale; come molti farmaci correntemente in uso contro la depressione, più luce diurna previene che la serotonina venga rimossa dal cervello. I ricercatori hanno scoperto in precedenza che la SAD è più comune fra le donne, e nelle persone che hanno il gene 5-HTTLPR. Questa variazione genetica determina l’efficienza del trasportatore della serotonina (SERT), una proteina sulla membrane dei neuroni che regola come questo neurotrasmettitore debba essere riciclato o rimosso nel cervello. Molti farmaci antidepressivi (es. Prozac e Zoloft) lavorano esattamente sul SERT, impendendone la funzione di  rimuovere la serotonina nelle cellule cerebrali. Studi hanno mostrato che circa il 90% delle persone che vive a Copenhagen ne sono affette a vario livello, potendosi manifestare come disturbi del sonno o dell’alimentazione. Il 5% di essi sviluppa una vera e propria depressione invernale. Copenhagen è più o meno alla stessa latitudine di città come Glasgow, Edinburgo, Mosca o Novosibirsk. Con l’arrivo della primavera, questi sintomi generalmente scompaiono.

Il team di ricercatori di Copenhagen ha studiato 23 giovani volontari che avevano la predisposizione genetica alla depressione per presenza del gene HTTLPR, ma che non sono stati mai condizionati dalle variazioni stagionali. I volontari hanno eseguito due scan PET in estate, con due scan invernali di follow-up, con l’intento di misurare i livelli del SERT cerebrale e della stessa serotonina. Secondo la dottoressa Dr. Brenda McMahon, la privazione di luce diurnal è un potente innesco dei sintomi depressivi, ed il suo studio è l’unico finora che ha usato la PET per osservare la resistenza alla depressione invernale. Il team ha scoperto che i livelli del SERT sono caduti di un 10% fra estate ed inverno, con un calo più evidente nelle donne. Nello studio, si è notato che alcuni individui che ci si aspetterebbe avere la SAD per la loro predisposizione genetica, erano tuttavia capaci di controllare quanto SERT veniva sintetizzato. Ciò significa che  potevano regolare quanta serotonina potevano rimuovere dal loro cervello: in questo modo diventano più resilienti alla depressione. Le donne resilienti alla SAD abbassano i livelli del SERT in inverno più che in estate rispetto agli uomini, il che vuol dire che I livelli di serotonina sono rimasti invariati durante le stagioni.

In generale, le persone resilienti alla SAD hanno mantenuto lo stesso livello di serotonina stagionale. I fattori dietro a questo fenomeno sono ignoti, ma possono coinvolgere ormoni, fattori ambientali e perfino la dieta, considerando l’importanza sempre crescente del microbiota intestinale e della sua azione rimodellante sulla salute. Il caporicerca professor Gitte Knudsen ha spiegato: “Sebbene il nostro sia uno studio piccolo, che ha compreso appena una ventina di persone, ed I livelli di serotonina sono stati misurati indirettamente, I dati dello studio offrono delle buone basi per il trattamento della SAD con farmaci del tipo SSRI, gli inibitori del SERT. La psichiatria tradizionalmente si è focalizzata sui fattori di rischio e sulle svolte patologiche; questo, invece, è uno dei rari studi che si è incentrato sui fattori protettivi, un aspetto chiamato psichiatria positiva. Selezionando e studiando le persone che non hanno sviluppato la SAD, abbiamo acquisito ulteriore conoscenza sulla neurobiologia della resilienza che si può tradurre in futuro sulla capacità di modalità migliori si prevenire la depressione”.

Il lavoro per intero è pubblicato sul numero di ottobre della rivista European Neuropsychopharmacology.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Mc Mahon B et al. Eur Neuropsychopharm. 2018 Oct; 28(10):1151-60.

Hjordt LV et al. Stenbæk DS. Psychiatry Res. 2018 Apr; 262:108-114.

Nørgaard M et al., Knudsen GM. Front Neurosci. 2017 Nov ; 11:614. 

Hjordt LV et al., Knudsen GM. Psychiatry Res. 2017 Nov; 257:219-226.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

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