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Blu di metilene: l’invecchiamento si colora di possibilità

Nel discorso di apertura del 19 ° Congresso mondiale sulla Dermatologia, il famoso dermatologo Dr. Saad Sami AlSogair ha osservato che il passato potrebbe rappresentare la chiave per il futuro dell’anti-aging. La presentazione del Dr. AlSogair, intitolata “Potenziali anti-invecchiamento del blu di metilene per la longevità della pelle umana”, ha fornito prove convincenti della capacità del blu di metilene di ritardare la disfunzione mitocondriale legata all’età e stimolare il collagene e l’elastina. Insieme, questi fattori indicano una svolta anti-invecchiamento di quasi 150 anni. Il blu di metilene è stato sintetizzato per la prima volta nel 1876 e da allora è in uso nella medicina clinica. È un potente antiossidante e si è dimostrato efficace nel trattamento di una varietà di condizioni, dalla malaria alla malattia di Alzheimer, con un rischio molto basso di effetti collaterali. È altamente solubile in acqua e solventi organici con un basso potenziale di ossido-riduzione.

Ma è solo di recente che il blu di metilene ha dimostrato di essere un trattamento promettente per la disfunzione mitocondriale, che causa una grande varietà di malattie e problemi, tra cui l’invecchiamento visibile della pelle. Durante il suo intervento al Congresso, il dottor AlSogair ha informato la folla che il blu di metilene inverte effettivamente l’invecchiamento, ha un effetto neuroprotettivo sui malati di Alzheimer, ha allungato la vita dei topi femmina del 6% e ha mostrato promessa nel trattamento della progeria, una rara genetica disturbo che causa un rapido invecchiamento nei bambini. Tra le scoperte del Dr. AlSogair: il blu di metilene può ritardare il deterioramento che un tempo era ritenuto un segno inevitabile dell’invecchiamento. È stato dimostrato che il blu di metilene aumenta il consumo di ossigeno cellulare, un’arma chiave nella lotta contro i radicali liberi, dal 37% al 70%.

Inoltre, quando applicato a un modello di pelle 3D, il blu di metilene favoriva la cicatrizzazione delle ferite, aumentava l’idratazione della pelle e ispessiva la pelle a una profondità più giovane. Ma uno dei risultati dermatologici più interessanti appresi era incentrato su uno dei segni più evidenti dell’invecchiamento: le rughe. Durante il trattamento con blu di metilene, tuttavia, si nota un aumento della produzione di collagene e idratazione della pelle, nonché la prevenzione della degradazione del collagene. Non meraviglia che questo colorante abbia tali effetti positivi sulle cellule, dato che il suo meccanismo antiossidante principale si esercita sui mitocondri, le centrali energetiche cellulari. Dato che questi sono la maggiore sorgenti di radicali liberi (stress ossidativo), e che con l’età vanno deteriorandosi gradualmente, se il blu di metilene li mantiene efficienti questo si traduce in un minore decadimento cellulare.

Aspettino con ansia, perciò, coloro che sono interessati all’estetica di reperire in commercio dei prodotti cosmetici a base di questo antico “elisir”.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Xiong GM et al. Sci Rep. 2017 May 30; 7(1):2475.

Vekaria HJ et al. Neurochem Int. 2017; 109:117-125.

Xiong GM et al. Aging Cell. 2016 Apr;15(2):279-90.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
Dott. Gianfrancesco Cormaci
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. Guardia medica presso la casa di Cura Sant'Agata a Catania. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano. Responsabile della sezione R&D della CoFood s.r.l. per la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti alimentari, inclusi quelli a fini medici speciali.

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