Allergia al nichel: il metallo oscuro svela il segreto

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Il nichel è un metallo molto diffuso nell’ambiente, legato specialmente alle attività industriali umane. Da sempre è considerato il maggior responsabile delle dermatiti da contatto negli adulti come nei bambini. Negli ultimi anni si riscontra un notevole aumento di questi casi e sembra che, al di là dell’allergia da contatto, i cibi abbiano una loro importanza nel determinare l’insorgere di questo disturbo. Ciò è probabilmente da rapportarsi con la contaminazione degli stessi alimenti, durante una o più fasi della loro raccolta o lavorazione, sia essa artigianale o industriale. Gli individui riconosciuti moderatamente o severamente allergici al nichel, riportano sempre più spesso sintomi non cutanei, come: debolezza, nausea e vomito, cefalea, tachicardia e  senso di affanno. Con il persistere del problema compaiono gastrite o gastro-colite, afte orali e perdita di peso. Alcuni meccanismi dei sintomi gastrointestinali sono stati chiariti. Gli ioni nichel sembrano formare un complesso abbastanza stabile con la porzione esterna del recettore TLR4 (Raghavan B et al. 2012; Zoroddu MA et al. 2014; Peana M et al. 2017) ed attivano un complesso di proteine dentro le cellule, chiamato inflammosoma (NLRP3). Il recettore TLR4 è distribuito sia a livello cutaneo che immunitario e nelle mucose intestinali. È un sensore per batteri, proteine, sostanze complesse e frammenti di degradazione cellulare. E’ coinvolto nell’immunità innata e nelle reazioni infiammatorie, per cui una sua attivazione nelle azioni tossiche del nichel giustifica la sintomatologia sia sulla pelle che nell’intestino.

Si nota che tra gli alimenti considerati ad alto tenore di nichel ve ne sono alcuni di indubbia consistenza grassa quali la margarina, gli olii di semi, le nocciole ed altra frutta secca. Per quanto possa sembrare poco credibile, invero, le più alte concentrazioni di nichel si trovano proprio in questi, cacao e burro di cacao inclusi, che rappresentano altamente calorici. Questo viene incontro all’argomento dei casi, sempre più frequenti, di allergie riportate da pazienti al consumo di frutta secca ed agli oli di semi. Per la produzione di grassi definiti “idrogenati”, infatti, la conversione degli acidi grassi mono- o poli-insaturi presenti nei trigliceridi di certi grassi richiede catalizzatori a base di nichel. Non si esclude che tracce di questi possano passare nell’olio in alcune fasi di lavorazione. Se è vero che il nichel alimentare possa rappresentare il reale allergene nei soggetti sensibili, non è chiaro quale parte esso giochi in confronto alle allergie causate dal consumo di olii vegetali, margarine e prodotti simili, che potrebbero subire contaminazione da processazione industriale. Non è tuttavia chiaro se la sintomatologia allergica sia da imputare al nichel presente nell’alimento in sé, poiché nel caso degli olii di semi c’è la possibilità che il nichel provenga da fonti di lavorazione. Inoltre bisogna distinguere una allergia al nichel da quella delle componenti proteiche attive di frutta a guscio, come le arachidi e le nocciole.

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Al di là della sua presenza nei cibi conosciuti, gli organismi viventi contengono tracce di nichel a livello dei tessuti o delle cellule, indicando che esso è utile ad alcune funzioni enzimatiche e biologiche. Una di queste è l’essere un cofattore enzimatico della lipasi pancreatica, enzima digestivo che ha il ruolo di scindere i grassi introdotti con la dieta. Associazioni tra ioni nichel e struttura e funzioni dell’insulina sono state riportate in passato, e sembra definitivamente stabilito che una sua carenza possa determinare ipertensione e/o ipoglicemia. Riguardando la lista dei sintomi che caratterizzano le forme clinicamente più significative di allergia al nichel, non si può non notare l’impressionante somiglianza che vi è tra questi e quelli riportati nei pazienti affetti da difficoltà digestive (insufficienza epatica, esiti di pancreatite cronica, malassorbimento o sindromi affini). Ammettendo che il nichel è un naturale regolatore delle funzioni pancreatiche, provato per la sezione enzimatico-digestiva ma non ancora confermato per quella endocrina, non meraviglia affatto che gli alimenti più allergenici e/o più ricchi di nichel siano proprio quelli ad elevato tenore di grasso (olii e derivati, cacao, burro, frutta secca). Coincidentemente, sono anche quelli che inducono una risposta pancreatica più energica, sia di tipo enzimatico che in termini di successivo riflesso di svuotamento gastrico.

Non ci sono prove al momento, ma è possibile che l’allergia al nichel in realtà rappresenti una “spia” per un problema internistico che non è possibile riconoscere con gli attuali mezzi diagnostici. Considerata la relazione tra nichel e funzioni del pancreas descritta prima, è ipotizzabile che risultare allergici al nichel voglia significare una debolezza intrinseca del sistema epato-pancreatico. Che questa possa predisporre a diabete, insufficienze enzimatiche ed altre complicanze di ordine medico non può essere confermato al momento. Esistono prove, al contrario, che dimostrerebbero al possibilità di associazione fra sensibilità al nichel e sintomi come affaticamento cronico in relazione alla comparsa di alcune autoimmunità. Già nel 1999 era stato sospettato un possibile collegamento fra esposizione a mercurio o nichel, con pazienti affetti da astenia cronica indeterminabile. Negli anni i sospetti sono divenuti sempre maggiori, arrivando alla possibilità di legare la sensibilità al nichel con malattie autoimmunitarie. Il primo caso di paziente con simultaneo eritema da nichel e tiroidite autoimmune è stato pubblicato qualche anno fa (Niedzela M et al., 2012), e ulteriori pubblicazioni rafforzano le ipotesi originarie (Andrioli M et al., 2015). Non si conosce il ruolo totale del nichel nelle reazioni immunitarie, ma dati preliminari indicano che i bambini con esposizione precoce ad oggetti contenti nichel, abbiano minori probabilità di sviluppare una sua allergia da adulti.

Articolo a cura del Dott. Gianfrancesco Cormaci – Medico specialista in Biochimica Clinica.

Bibliografia dedicata

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 601 Articoli
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998. Specialista in Biochimica Clinica nel 2002. Dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hiopkins University, dal 2004 al 2008. Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata. Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sul sito salutesicilia.com.

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