La colite collagenica: un’altro aspetto infiammatorio dell’intestino

La colite collagenica: un'altro aspetto infiammatorio dell'intestino

La colite collagenica è un tipo di colite microscopica, caratterizzata da una fascia spessa e non elastica di collagene sotto il rivestimento del colon. Il collagene è una proteina strutturale praticamente di tutti gli organi, dalle mucose alle ossa. È descritta come un tipo di colite microscopica perché l’infiammazione che provoca può essere vista solo al microscopio. La colite collagenica causa un’infiammazione generale dell’epitelio o dello strato di base delle cellule che rivestono il colon. Le cellule epiteliali del colon sono vitali per le sue funzioni generali, perché cooperano alla digestione e mantengono la relazione tra il sistema immunitario del corpo e le comunità sane dei microbi nell’intestino (microbiota). A differenza della maggior parte delle condizioni infiammatorie intestinali, la colite collagenica non è considerata un fattore di rischio per il cancro del colon. Il termine colite microscopica di solito si riferisce sia alla colite collagenica che alla colite linfocitica. Entrambe le condizioni condividono gli stessi segni, sintomi, test diagnostici e processo di trattamento. Alcune ricerche mostrano anche che la colite collagene e la colite linfocitica possono, in realtà, essere fasi diverse della stessa condizione. La colite collagenica è considerata una malattia rara, con la più alta incidenza negli adulti oltre i 45 anni. Solo a circa 42 su 100.000 persone viene diagnosticata una colite collagenica.

Cause e fattori predisponenti

In caso di colite collagenica, lo strato di collagene diventa circa cinque volte più spesso del normale. Proprio come molte altre condizioni infiammatorie gastrointestinali, i ricercatori non sono sicuri del motivo per cui la colite collagene si verifica. La maggior parte delle ricerche indica che probabilmente ha una base genetica e può essere correlata ad altre condizioni di autoimmunità. Alcune delle cause proposte di colite collagenica, infatti, includono condizioni autoimmuni come la celiachia, il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, la malattia di Hashimoto, la tiroidite di Graves, l’artrite reumatoide e la psoriasi; infezioni batteriche, virali e fungine e condizioni che interferiscono con l’assorbimento degli acidi biliari (Caviglia GP et al. 2018; Burke KE et al 2018).

Alcuni dei farmaci più comunemente associati allo sviluppo della colite collagenica includono: antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene, naprossene e aspirina; i cosiddetti protettori gastrici come l’omeprazolo ed il lansoprazolo e la ranitidina; psicofarmaci come la setralina e il citalopram; alcuni anticoagulanti orali come la ticlopidina; le statine per la riduzione del colesterolo plasmatico (atorvastatina, pravastatina, ecc.).

Sebbene le persone di qualsiasi età possano sviluppare colite collagenosa, altri fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare la condizione includono: età maggiore di 50 anni (come nel 75% dei casi); sesso femminile; avere una condizione autoimmune; una storia familiare di malattie autoimmuni o un tipo di colite; e forte tabagismo, che può alterare la composizione del microbiota. Uno studio pubblicato qualche settimana fa, ha dimostrato che esiste un’associazione tra alcune proteine di contatto cellulare (MAGI1) e segnali interni (PTEN), con il terreno biologico adatto per la comparsa di colite collagenica o microscopica (Norèn E et al. 2018).

Sintomi e diagnosi

La gravità, la frequenza e la durata dei sintomi della colite collagenica variano. Le persone con questa condizione possono sperimentare riacutizzazioni quando manifestano sintomi frequenti e periodi di remissione quando hanno pochi o nessun sintomo. Mentre alcune persone possono avere sintomi dolorosi e invalidanti, altre soffrono solo di un lieve disagio. E mentre molte persone sperimentano riacutizzazioni che durano pochi giorni o settimane, altre persone hanno sintomi che durano per mesi o anni. I sintomi più comuni della colite collagenica includono: nausea e vomito; diarrea cronica acquosa o feci molli (scariche da 3 a 20 volte al giorno), crampi e dolori addominali, disidratazione e perdita di peso che causano spossatezza; inappetenza porta ad anemia e perdita di peso. Di solito è un gastroenterologo che diagnostica e tratta la colite collagenica. Un gastroenterologo può iniziare eseguendo un esame fisico, facendo domande sulla famiglia e sulla storia medica della persona, nonché sulle abitudini di vita, i modelli alimentari, la presenza di tabagismo e l’eventuale consumo di farmaci. Per diagnosticare la colite collagenica, sarà necessario effettuare biopsie da diverse sezioni del colon, che richiedono una colonscopia o una sigmoidoscopia. Questi campioni di tessuto saranno inviati a un patologo, che analizzerà le biopsie tissutali al microscopio. Molti medici useranno ulteriori test medici per escludere la presenza di altre condizioni infiammatorie gastrointestinali come parte del processo diagnostico. Test aggiuntivi includono: radiografie dell’addome, scansione di tomografia computerizzata (CT), analisi del sangue e alle feci. Queste ultime si concentrano sulla ricerca di un marker, la calprotectina, una proteina che è rilasciata dai globuli bianchi neutrofili (granulociti).

Trattamento

Le correzioni dello stile di vita aiutano a ridurre i sintomi. Questi includono la cessazione del fumo di sigaretta, l’idratazione orale giornaliera, la perdita di peso in caso di obesità e l’aggiunta di esercizio fisico controllato. Se il paziente tratta condizioni dolorose con antidolorifici incriminati (naprossene, ibuprofene, aspirina, ecc.), si opterà per derivati più sicuri (es. paracetamolo o derivati coxib). La buccia di Psyllium è un integratore vegetale che può aiutare a trattare la colite collagenica aggiungendo massa (fibre) alle feci; nella maggioranza dei casi, la colite risponde bene al trattamento. E in alcuni casi, i sintomi si risolvono anche senza intervento medico. In primo luogo, i medici consiglieranno a una persona di smettere di usare qualsiasi farmaco associato alla colite collagenica. Esiste una varietà di farmaci che possono aiutare a ridurre o risolvere i sintomi. La maggior parte degli studi ha trovato che il budesonide (steroide) è una prima linea efficace di terapia per la colite collagenica (Sinagra E et al. 2017; Haidar R et al. 2017). E’ un cortisonico molto potente, usato a dosi molto basse. Altri farmaci comuni prescritti per aiutare a trattare la colite collagenica, includono anti-infiammatori intestinali specifici come la mesalazina. La diarrea può essere controllata con farmaci antidiarroici a base di difenossilato e loperamide. Se il paziente mostra di essere refrattario, i medici possono prescrivere terapie a base di anticorpi monoclonali (terapia biologica) che bloccano parte della risposta immunitaria e sostanze che riprogrammano il sistema immunitario (Burke KE et al. 2018).

Approccio dietetico

Anche se ogni caso di colite collagenica varia dall’altro, si pensa che alcuni alimenti e sostanze chimiche aumentino la gravità dei sintomi e persino le ricadute. Sebbene vi siano molte informazioni contrastanti su ciò che una persona con colite collagenica dovrebbe e non dovrebbe mangiare, possono aiutare a ridurre i sintomi e ridurre il rischio di complicanze l’evitare eccessivo consumo di caffè, latticini e alimenti a base di glutine. Sono le stesse precauzioni consigliate dagli specialisti anche a coloro che sono affetti da morbo di Chron, che fondamentalmente ha una natura ed un substrato biologico che ricordano questa colite. Se lo si desidera, chi è affetto da colite collagenica può conferire con un medico o un dietologo, per capire quale possa essere l’approccio migliore da adottare con la dieta.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, Medico specialista in Biochimica Clinica.

 

Letteratura scientifica

Burke KE et al. J Crohns Colitis. 2018 Jan 23.

Caviglia GP et al. Panminerva Med. 2018 Jan 25.

Norén E et al. Dig Dis Sci. 2018 Jan; 63(1):105-112.

Haidar A et al. Gastroenterology Res. 2017 Dec;10(6):329-333.

Sinagra E et al. J Biol Regul Homeost Agents. 2017;31(4):1119-1125.

Boland K, Nguyen GC. Gastroenterol Hepatol (NY). 2017;13(11):671-677.

Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 591 Articoli
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998. Specialista in Biochimica Clinica nel 2002. Dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hiopkins University, dal 2004 al 2008. Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata. Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sul sito salutesicilia.com.